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Casa Caterina, l’azienda  di Aurelio del Bono, è situata a Monticelli Brusati, nel cuore della Franciacorta, una tra le zone più blasonate dell’Italia enoica; pertanto un vignaiolo qualunque, consapevole della fortuna che ha per le mani, si metterebbe a   produrrebbe  il suo spumante, non necessariamente straordinario, attenendosi rigorosamente al disciplinare per poi commercializzarlo con il prestigioso bollino della DOCG. Semplice no? Senza stressarsi più di tanto, prestigio e clientela assicurati. Il problema e che  Aurelio Del Bono, non è un vignaiolo qualunque e soprattutto non è “normale” detto nel senso più affettuoso del termine. Fino a qualche anno fa la chimica era una presenza costante nella sua cantina, poi un giorno Aurelio si è reso conto di fare dei vini che non avevano un senso, che non lo emozionavano, allora ha buttato via tutto per ricominciare in piena libertà senza i condizionamenti della denominazione e soprattutto senza compromessi, niente dosaggio, permanenza minima sui lieviti elevata (almeno 36 mesi, ma è più probabile 60) produzioni limitatissime. Oggi Casa Caterina lavora secondo i dettami del biodinamico producendo spumanti che sono spesso paragonati agli Champagne, qualcuno parla di stile “Selosse”; a me piacere pensare invece che Aurelio segua un suo percorso molto personale e intrigante, tanto che forse un giorno qualcuno, assaggiando i vini di Aurelio,  citerà il grande Paolo Conte “I francesi che s’ incazzano e le balle ancor  gli girano……”

I vini di Casa Caterina che ho degustato

CUVEE’ 60 BRUT PAS DOSÈ 2004 (Chardonnay 100%) : E’ sicuramente lo spumante più “facile” da bere dell’azienda, dove ovviamente facile non vuol dire semplice, si tratta pur sempre di un vino di grande personalità e complessità.

BRUT PAS DOSE’ 1997 (Pinot noir 86% – Chardonnay 14%) : Aurelio, prima della degustazione ha avvertito tutti « non venitemi a dire che il vino è ossidato perchè altrimenti mi arrabbio.. »l’ossidazione c’è, ma è l’ossidazione dei grandi champagne, un vino complesso nei profumi e in bocca non finisce mai,  adorabile, da berne a secchi!!!!

ESTRO 2006 (Marsanne, Viogner, Sauvignon blanc): un vino “francese”, estremamente complesso nei profumi e dal corpo spiccato, davvero interessante

NONCE’ 2006 (Gewürtztraminer 100%): molto particolare, poco aromatico a dispetto del vitigno, ma molto minerale, mi riservo di riparlarne appena possibile,,,,,,


One Response to “Aurelio Del Bono, l’uomo che ha detto no alla Franciacorta”

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