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Un paio di anni fa sono andato  a una degustazione di vini marchigiani organizzata dalla condotta di Slow Food della mia zona, i vini erano interessanti, in alcuni casi strepitosi,  ma quella sera rimasi affascinato da un vino rosso a base di Lacrima di Morro D’Alba, vitigno che conoscevo per letture ma che non avevo mai avuto il piacere di apprezzare compiutamente. Mi colpì moltissimo quell’intenso profumo di violetta e la straordinaria morbidezza in bocca, ma a quella degustazione  seguì l’oblio (nelle enoteche dalle mie parti non amano il rischio) e non incontrai la “Lacrima” fino al successivo Vinitaly. Capita poi che un giorno su Facebook mi imbatto in un post di Fabrizio Furlan (www.fabriziofurlan.it) che racconta in maniera davvero suggestiva i vini di Veneranda Vite,  un’azienda Marchigiana che produce solo 3 vini rossi di cui due  a base di Lacrima di Morro D’Alba. Per la produzione dei vini si seguono metodi “vecchi” e faticosi, fermentazione senza pigiatura degli acini, nessuna stabilizzazione né filtrazione, salasso pre fermentativo e ovviamente rese bassissime. Allora mi sono ingolosito è  ho mandato una mail per acquistare i campioni. Mi ha risposto Giovanni Barbieri il Deus Ex Machina di Veneranda Vite, è nata un’amicizia, Giovanni è davvero persona di grande intelligenza e squisitezza. Ecco i vini, che tra l’altro hanno delle etichette bellissime realizzate da Marco Verdiglione, ( pitto-scultore,   le cui opere sono osservabili nel sito internet http://www.equilibriarte.org/gal/11017 ):

One Response to “Storia di una Lacrima”

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