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Ho imparato nel tempo che non esiste la Franciacorta, o meglio non esiste una Franciacorta unica, ma convivono, in alcuni casi  contrapponendosi, realtà molto sfaccettate: c’è la Franciacorta commerciale, del marketing esasperato che alla fine produce vini da batteria, fatti in serie, che fai fatica a finire la bottiglia, anzi diciamo pure  il bicchiere; poi c’è la Franciacorta di lucida ed emozionate follia di quella grande persona che è Aurelio Del Bono; poi ci sono il rigore morale e  l’etica  di Giulia Cavalleri  che ci regala vini straordinariamente romantici e poi c’è una Franciacorta meno urlata, quasi timida, che devi proprio andartela a cercare per trovarla ed è la Franciacorta di “ Cà del Vènt”. La cantina si trova a Campiani di Cellatica in una zona che abbraccia due denominazioni: la poco conosciuta  DOC “Cellatica” e la celebre DOCG “Franciacorta”. Nel 1994 Paolo Clerici e Massimo Fasoli decidono di fare vino intraprendendo un percorso personale, lontano dai clamori del mercato, fatto di attese, rinunce, sconfitte,  successi, in poche parole un approccio che loro definiscono da “Artigiani”. A Cà del Vènt,  è stato fatto un grande lavoro di zonazione che ha portato all’identificazione di sei Cru (lo so….sto diventando noioso, adesso ci vorrebbe una barzelletta, ma non so raccontarle, se volete vi faccio cucù da dietro una colonna…..): Vigneto “Tenuta Campiani” per le varietà Cabernet, Merlot e Nebbiolo; il vigneto “Livello (Carlo Magno) per lo Chardonnay, piantato nel 1970 che, data l’età, costituisce la base per i Franciacorta; il vigneto “Mestriner & Bolzoni” per Barbera, Marzemino, Incorcio Terzi n°1 e Schiava Gentile (come da disciplinare per la DOC Cellatica); vigneto “Marelli” e “Degara” per lo Chardonnay e il vigneto “Monte” che è  è il più piccolo vigneto di Cà del Vént ed è collocato all’interno di un bosco. Data la sua particolarità, in  grado di conferire una grande complessità di aromi, è destinato alla produzione del millesimato “Sospiri”.  Il progetto “Cà del Vènt” non è solo vino, infatti, proprio perché fare il vino buono è arte e l’arte è contaminazione, tra le vigne è possibile ammirare uno dei più importanti musei in Europa di arte contemporanea all’aperto, con opere progettate appositamente per quel luogo; alcuni vini prodotti dall’azienda hanno preso a loro volta il nome dalle opere più significative, “Clavis”, “Ubiqua”, “Sospiri”.Cà del Vènt  produce tre linee, Cellatica DOC, Terre di Franciacorta DOC e Franciacorta DOCG, oggi parliamo solo delle bollicine, più in la nel tempo, se saremo ancora qui (segue gesto scaramantico…!!!), parleremo anche degli altri vini. Diciamo subito che i tre “Franciacorta” non si svelano subito, bisogna saperli aspettare un po di tempo nel bicchiere, poi arrivano grande complessità aromatica e mineralità,   che si ritrovano sia al naso che in bocca, con un finale di notevole persistenza. Ho trovato molto interessante anche il Saten che personalmente non amo particolarmente.

One Response to “Un’altra Franciacorta è possibile…… Cà del Vènt”

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