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Opificio è nome inconsueto per il mondo del vino, alquanto misterioso, evoca qualcosa di esoterico, una sorta di  laboratorio dell’alchimista del vino e me lo immagino Marco Buvoli mentre fa le sue magie con il Pinot Nero.

Marco è un artigiano e l’opificio è la sua cantina, dove sperimenta in continuazione tra tonneaux aperti, piccoli tini di legno, botticelle di rovere francese e vasche d’acciaio!

La sua avventura nel mondo del vino è cominciata nel 1997 sulle amene colline di Garbugliano, nel vicentino;  Marco ristruttura una proprietà abbandonata e comincia a sperimentare con il pinot nero, un’uva difficilissima, che ti fa tribolare, non adatta a tutti climi, vengono scelti i migliori cloni francesi,  si cercano da subito  rese bassissime (massimo 1,2 kg per pianta  per il rosso e 1,5 kg per gli spumanti) e dal 2001 comincia a realizzare spumanti 100% pinot nero eleganti e raffinatissimi, davvero inconsueti per la storia spumantistica l’Italia . Dal 2005, quando la vigna è ritenuta pronta, s’inizia a vinificare anche in rosso come in Borgogna (pinot nero fermentato e affinato completamente in legno). Per le sue produzioni limitatissime (dal centinaio a qualche migliaia di bottiglie), Marco interviene pochissimo in cantina, niente trucchi e niente inganni e la solforosa è usata solo in piccole quantità.

Come tutti gli alchimisti che si rispettino, Marco Buvoli non smette mai di sperimentare, di cercare e, infatti, nel 2005, oltre all’amato Pinot Nero, ha piantato mezzo ettaro a syrah su un pendio ripidissimo, le prime micro vinificazioni raccontano di un vino importante, sorprendente!

L’anima del Mondo è alimentata dalla felicità degli uomini. O dall’infelicità, dall’invidia, dalla gelosia. Realizzare la propria Leggenda Personale è il solo dovere degli uomini. Tutto è una sola cosa. E quando desideri qualcosa, tutto l’Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio (Paulo Coelho, l’alchimista).

I Vini

Rosé
Dopo la vendemmia, che avviene manualmente in cassette, l’uva viene pressata e le bucce del Pinot Nero vengono lasciate a contatto con il mosto per poche ore e subito tolte. La fermentazione alcolica avviene in vasche d’acciaio a temperatura controllata e successivamente una piccola parte viene affinata in legno per qualche mese. L’imbottigliamento per la presa di spuma avviene normalmente in primavera e le bottiglie sostano sui lieviti per 24 mesi prima di essere degorgiate.
Varietà: 100% Pinot Nero, cloni francesi della Champagne

Quattro
Spumante Metodo Classico da uve 100% Pinot Nero provenienti dal vigneto situato sui colli vicentini a circa 200 metri slm con esposizione sud-est, la vinificazione è realizzata in acciaio a temperatura controllata. L’imbottigliamento per la presa di spuma avviene normalmente verso la fine di maggio, assemblando basi di almeno 3 annate diverse, di cui una piccola parte affinata in legno. Il “Quattro”  ha sostato per 48 mesi sui lieviti, è disponibile nei formati da 0,75 lt e Magnum.
Varietà: 100% Pinot Nero, cloni francesi della Champagne

Cinque
Ottenuto sempre da uve pinot nero vinificate in acciaio a temperatura controllata, a differenza dalle altre bollicine prodotte da Marco Buvoli non nasce da una cuvée di tre annate diverse: per questo prodotto è stata imbottigliata solo la base dell’ottima annata 2004 tagliandola con una piccolissima parte di base del 2001, senza alcun passaggio in legno. Lo Spumante “Cinque” è ha sostato per 60 mesi sui lieviti prima di essere degorgiato nell’aprile 2010. È disponibile esclusivamente nel formato Magnum e sono state prodotte solo 1300 bottiglie.
Varietà: 100% Pinot Nero, cloni francesi della Champagne

Otto
Lo spumante Metodo Classico “otto” nasce dall’assemblaggio di basi di 4 annate diverse, di cui una piccolissima parte affinata in legno, ed ha rifermentato in bottiglia per 8 anni . È spumante di incredibile personalità, per chi è alla ricerca di emozioni forti, è disponibile esclusivamente nel formato da 0,75 lt.
Varietà: 100% Pinot Nero, cloni francesi della Champagne

Sette
Lo Spumante Metodo Classico “Sette” nasce nel 2001 in poche centinaia di bottiglie ed è sostato sui lieviti per 7 anni prima di essere degorgiato alla fine del 2008. È un prodotto estremo e difficile. Grazie al lungo affinamento in bottiglia, ha sviluppato sentori evoluti e terziari che si fondono con sensazioni tostate e di burro e importanti note torbate. È disponibile esclusivamente nel formato da 0,75 lt.
Varietà: 100% Pinot Nero, cloni francesi della Champagne

Pinot Nero 2007
Dalla metà degli anni 2000 Marco Buvoli dedicato una parte del vigneto alla produzione di un rosso alla maniera borgognona. Dopo un paio di vendemmie sperimentali non commercializzate (2005 e 2006), è uscito con  la vendemmia 2007. Dopo una potatura invernale molto severa, al momento dell’invaiatura è stato nuovamente ridotto il numero dei grappoli, eliminando quelli non perfettamente sani . La vendemmia è stata manuale in cassetta e sono stati subito scartati tutti i grappoli ritenuti non perfetti. L’uva è stata raffreddata prima della deraspatura e la fermentazione alcolica è avvenuta in due piccoli tini di rovere a temperatura controllata. In cantina,  le operazioni più significative e delicate della vinificazione avvengono per gravità evitando l’uso delle pompe per rispettare al meglio l’integrità dell’acino. Al termine della fermentazione, il vino è stato lasciato riposare ancora sulle bucce per circa 10 gg e -dopo una delicatissima pressatura- è stato infine trasferito in piccoli carati di rovere per il lungo affinamento. Sono state utilizzate solo barriques di secondo e terzo passaggio dei migliori produttori francesi. Dopo la chiarifica, il Pinot Nero 2007 è stato imbottigliato senza filtrazione nel settembre 2008 ed ha riposato in cantina per 12 mesi prima della messa in commercio.
Varietà: 100% Pinot Nero, cloni francesi della Borgogna

2 Responses to “L’opificio del Pinot Nero di Marco Buvoli”

  1. Wineyou scrive:

    Ottimo l’articolo su Marco Buvoli e i suoi vini, non posso che confermare la bontà dei suoi prodotti.

  2. lastanzadelvino scrive:

    Ti ringrazio, è un articolo che ha quasi 7 anni, necessiterebbe di un aggiornamento.

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