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Generalmente quando si parla di Verdicchio la mente corre subito al verdicchio dei Castelli di Jesi e meno al Verdicchio di Matelica. Facendo un paragone cinematografico è come quando dici Bertolucci, tutti pensano subito a Bernardo, è immediato (la sequenza dei capolavori è impressionante), eppure il fratello Giuseppe ha scritto e diretto “Segreti Segreti” e “Amori in corso” due gioiellini della cinematografia italiana sconosciuti ai più in grado però di regalare emozioni intense tanto quanto i più famosi e celebrati film di Bernardo. Lasciando stare l’ardito parallelo e precisando, anche per correttezza, che i due verdicchi si possono definire al massimo cugini e non fratelli perché notevoli sono le differenze, volevo parlarvi di un’azienda, Vini Maraviglia, grazie alla quale ho scoperto il Verdicchio di Matelica.
Il territorio di produzione è situato nell’Alta Valle Esina e comprende i comuni di Camerino, Castelraimondo, Cerreto d’Esi, Esanatoglia, Fabriano, Gagliole e ovviamente Matelica. La Valle Esina a causa alla sua particolare disposizione Nord Sud non risente, come tutte le altre valli marchigiane, degli influssi mitiganti del clima marino e pertanto è soggetta a forti escursioni termiche (Estate/Inverno e Notte/giorno). L’effetto di questo clima permette un aumento della qualità delle uve, aumentando il grado zuccherino e i polifenoli e migliorando notevolmente le caratteristiche aromatiche, in sostanza dando al vino quel corpo che gli consente di invecchiare pur derivando da uve a bacca bianca.

L’azienda agricola Filippo Maraviglia, di recente fondazione (2004), è situata presso la località Piannè di Matelica (MC) e si estende su una superficie vitata di 13 ettari; si coltivano uve Verdicchio, Sangiovese, Ciliegiolo, Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot per una produzione annuale di circa 30 mila bottiglie.

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