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Prosecco croce e delizia; Prosecco bevuto, rigorosamente alla spina, nei peggiori bar di Caracas (dove si batte il fante), così come nei wine bar alla moda e nei ristoranti stellati. Prosecco la cui produzione di bottiglie cresce a milioni di anno in anno, Prosecco che dal Veneto al Friuli si può produrre ovunque, non conta che l’unico terroir realmente vocato si trovi all’interno della DOCG Conegliano Valdobbiadene e con qualche punta di eccellenza anche nella zona di Asolo. Prosecco diventato oggetto onanistico da parte di alcuni politici e autorità, a varia umanità, che continuano a confrontarlo nei numeri con lo Champagne. Ho il fondato sospetto che qualcuno non si limiti solo a confrontare i numeri, ma sia intimamente convinto che Champagne e Prosecco siano la stessa cosa. Con questo fardello sono andato a Vino in Villa, appuntamento a me molto caro per la location mozzafiato, il Castello di San Salvatore di Susegana e per dei ricordi personali. Con il buon Stefano Cergolj di Lavinium abbiamo assaggiato, ma abbiamo anche parlato a lungo con alcuni produttori molto preoccupati per questa deriva del prosecco che rischia, vista l’immensa produzione, di drogare il mercato con corse al ribasso molto pericolose. Lasciamo da parte il pessimismo cosmico e torniamo a disquisire della manifestazione, sicuramente l’appuntamento annuale più importante in Italia dedicato alla storica DOCG Conegliano Valdobbiadene. L’evento, che nasce dalla volontà del Consorzio di Tutela, è sempre in grado di farmi riconciliare con un vino che trovo davvero molto piacevole per un aperitivo accompagnato da invitanti appetizers; se invece devo pensarlo in abbinamento per un pranzo o una cena preferisco limitarlo agli antipasti, ma naturalmente questo è solo il mio punto di vista.

Il punto sugli assaggi
Dei molti assaggi me ne sono rimasti impressi quattro che ho deciso di suddividere in due granitiche certezze , un fuori quota e un outsider. Per prima cosa le granitiche certezze, le cantine che non ti deludono mai, quelle che se vuoi un Prosecco fatto veramente bene vai a colpo sicuro; due nomi su tutti, Marchiori e Le Colture.

Azienda vitivinicola Marchiori
I fratelli Umberto (in foto) e Giuseppe continuano la tradizione del padre Giovanni, viticoltore dal 1974, producendo prosecco in 14 ettari, suddivisi tra vigneto specializzato e bosco misto di latifoglie. La cantina di vinificazione si trova a Farra di Soligo, al centro della fascia collinare compresa tra Conegliano e Valdobbiadene, dove si vinificano le uve provenienti da appezzamenti di contenute dimensioni e di pendenza davvero rilevante, una viticoltura eroica da cui derivano vini di grande finezza.
Azienda agricola Le colture
Le Colture ha sede a S. Stefano di Valdobbiadene, praticamente nel cuore della DOCG Conegliano Valdobbiadene ed è gestita da Cesare e Renato Ruggeri; in azienda ogni membro dell’affiatata famiglia è coinvolto direttamente in tutte le fasi produttive, dalla gestione dei vigneti alla selezione delle uve, dalla vinificazione alla spumantizzazione fino alla commercializzazione affidata a Alberto Ruggeri (in foto). Gli ettari di superficie vitata sono 45 e, caso non comune nella zona del prosecco, tutti di proprietà; inoltre sono distribuiti in diverse zone del territorio di Valdobbiadene Conegliano permettendo così la produzione di vini con caratteristiche specifiche legate a situazioni pedoclimatiche molto particolari.

L’immediatezza odorosa e gustativa di rado è accompagnata da spessore e profondità, ma se l’esperssione del vino è spontanea (non costruita) non si può parlare di lacune. Il Prosecco di Valdobbiadene è un esempio lampante: la sua bellezza è nei tratti di un vino facile che ha comunque doti di lunghezza e sapida leggerezza, da non confondere con la massa di liquidi in circolazione infarciti di bolle, prodotti caricaturali e inconsistenti che portano la medesima denominazione o ingannevoli etichette che rimandano al vitigno.
(Sandro Sangiorgi da “L’invenzione della gioia” pag. 126)

Nella seconda parte  il fuori quota e l’outsiders, continua……..

One Response to “Prosecco: le granitiche certezze, il fuori quota e l’outsider a Vino in Villa 2011”

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