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A Sgonico nel cortile della casa dello scultore Paolo Hrovatin si trova la pianta più antica di Vitovska conosciuta; una stele in pietra, proprio sotto il pergolato, riporta la data del 1898.  Non c’èra sicuramente posto più suggestivo per inaugurare la 5 ^ edizione di “Mare e Vitovska”, la bella manifestazione organizzata da Aurora Endrici e dal Consorzio per la tutela della DOC dei vini del Carso. A distanza di qualche mese ritorno nell’amato Carso per approfondire la conoscenza della Vitovska, vitigno autoctono a bacca bianca, diffuso nel territorio del Carso italiano e sloveno, che negli ultimi anni, grazie al lavoro di un tenace gruppo di appassionati (Consorzio, produttori e giornalisti come Aurora Endrici), sta guadagnando sempre di più le luci della ribalta e conquistando addetti ai lavori e appassionati di tutto il mondo. Vitovska Grganja tenace vitigno in grado di sopportare le sciabolate della bora, gli inverni freddi e la siccità e la cui origine del nome è incerta.

Alcuni dicono che derivi dal nome della località slovena Vitovlje, altri invece ne fanno risalire le origini alla parola slovena Vitez che significa cavalieri, quindi vino del cavaliere. A dire il vero il produttore Danilo Lupinc di Prepotto di San Pelagio (Duino Aurisina) fuga ogni dubbio sull’origine del nome e in un soave dialetto triestino dice: “ Ghe go dà mi le viti a quei de Vitovlje!” (Sono stato io a dare le viti a quelli di Vitovlje). Sono stati proprio i Lupinc i primi a imbottigliare la Vitovska trent’anni fa, poi arrivò il grande Edi Kante, per anni presidente del Consorzio di tutela dei vini, che ebbe il merito di rilanciare non solo la viticoltura del Carso ma anche i prodotti del territorio; un territorio ricco di tesori come l’olio extra vergine d’oliva (Tergeste Dop) e il formaggio (Dario Zidarich su tutti).

Inizio a pensare che possa esistere una sorta di “mal del Carso”, proprio come il mal d’Africa o la saudade brasiliana; quando ritorno a casa, dopo aver trascorso una giornata in quelle zone, provo una sensazione che non riesco a definire: Nostalgia? Malinconia? Richiamo atavico per quella terra e le persone che la abitano? Chissà, resta il fatto che in sei mesi ci sono già stato quattro volte…..

Gli assaggi

Naturalmente a livello qualitativo a farla da padrone sono i “Mostri sacri” del Carso ovvero Kante, Zidarich, Cotar, Skerk, Skerli, anche se devo dire che sono stato piacevolmente sorpreso da due produttori Sloveni (entrambi di Dutovlje) che non conoscevo, Emil in Ken Tavcar e Stoka. In definitiva questi sono i miei assaggi preferuti:

Vitovska 2006 e 2009 Sandi Skerk

Vitovska 2006 Selezione Edi Kante

Vitovska 2000 e 2005 Branko & Vasia Cotar

Vitovska 2007 e 2008 Benjamin Zidarich

Vitovska 2006 e 2007 – Vinarstvo Emil In Ken Tavcar

Vitovska 2008  Matej Lupinc

Vitovska 2008  Matej Skerlj

Vitovska Vinja Barde 2009 Parovel

Vitovska Grganja 2009 – Vina Stoka

One Response to “I cavalieri della Vitovska”

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