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È possibile assaggiare un Pinot Bianco della veneranda età di 54 anni e trovarlo in piena salute, anzi direi bello pimpante? Non solo è possibile ma è anche successo sabato 5 novembre 2011 all’Hotel Terme di Merano durante la degustazione, di dieci annate del Pinot Bianco Vorberg, organizzata dalla Cantina Terlano. I bianchi invecchiati sono un mio chiodo fisso; continuo a pensare che tutti quei produttori che non “dimenticano” in cantina un certo numero di bottiglie del proprio vino, per saggiarne gli effetti del tempo, siano solo dei commercianti senz’anima, privi del sacro fuoco dell’arte che è indispensabile per fare vino buono! Ovviamente non tutti i bianchi possono essere invecchiati, serve il Terroir, ci vuole l’alchimia; ma se sei un vignaiolo e hai la fortuna di avere dei vigneti, ad esempio, nel Collio, a Terlano, nei Campi Flegrei o a Soave, non puoi commettere questo sbaglio, sarebbe davvero imperdonabile. Il Cru di Pinot Bianco Vorberg, oggetto della fantastica verticale, si trova per l’appunto a Terlano; un terroir davvero particolare per l’Alto Adige. Nel terreno, infatti, troviamo la roccia vulcanica con un’alta concentrazione di porfido che regala ai vini bianchi complessità e naturalmente longevità.

La Cantina Terlano, conscia di queste potenzialità, ha deciso di fare dell’invecchiamento filosofia produttiva, e, pertanto nella Vinoteca si possono trovare tutte le annate a partire dal 1955, senza dimenticare che in vasca ci sono ancora le annate che arrivano fino al 1979. Non è casuale che i vini conservati in quella sorta di biblioteca del vino partano dal 1955; infatti, a partire da quell’anno e fino al 1993, il capo cantiniere (kellermeister) di Terlano è stato il grande Sebastian Stocker che aveva “l’abitudine” di lasciare i vini sur lie per tempi molto lunghi, dapprima in botte grande da 50 a 100 hl per poi passare ai fusti d’acciaio da 2500 litri dove il vino transitava dai 10 ai 30 anni, per finire con un affinamento in bottiglia di almeno 4/5. Questa sistema di lavoro è conosciuto come il “metodo Stocker” che l’enotecnico attuale della cantina, Rudi Kofler, utilizza ancora. Di norma, per ogni annata, vengono messe via, un migliaio di bottiglie da 0,75 l e 5000/6000 magnum che poi nel corso del tempo verranno rimesse sul mercato proprio per far capire le potenzialità d’invecchiamento del vino e per dimostrare che bevendo il Pinot Bianco Vorbeg troppo giovane, mi si passi il termine, si commette un infanticidio!

Il Cru Vorberg
Il vigneto Vorberg è disposto su 10 ettari ad un’altitudine compresa fra 500 e 900 metri per un’età, media dei vigneti compresa tra i 20 e i 25 anni.

La degustazione
In merito alle annate in degustazione, Klaus Gasser (Direttore Marketing) ci tiene a precisare che non sono state scelte solo le grandi annate, perché questo è un discorso molto relativo, in quanto anche le annate che all’inizio erano considerate mediocri con il tempo hanno assunto carattere e complessità inaspettate.
I vini sono serviti a temperatura ambiente per meglio coglierne tutte le sfumature!

Vorberg Pinot Bianco 1957: annata di grande struttura, con rese molto limitate anche se siamo nel 1957. Finezza e grande complessità al naso (frutta matura, miele, spezziatura), note ossidative davvero eleganti, da grande champagne. È un’emozione unica assaggiare un vino che ha 54 anni, è quasi come………

Vorberg Pinot Bianco 1971: vino che ha dell’incredibile; quarant’anni sulle spalle portati con un’eleganza e una freschezza uniche; sfido chiunque, in una degustazione alla cieca, a riconoscerne l’età. Al naso è complesso, grande equilibrio e persistenza, uno dei miei preferiti in assoluto tra i dieci degustati.  Dimenticavo, il 1971 è stata per Terlano una grande annata!

Vorberg Pinot Bianco 1980: un’annata “ normale” per Terlano, meno male dico io! Grande finezza e freschezza bel naso fruttato e sono sempre trent’anni. Che eleganza!

Vorberg Pinot Bianco 1993: grandissima annata che naturalmente si sente tutta nella complessità aromatica dovuta anche ad una leggera surmaturazione delle uve.

Vorberg Pinot Bianco 1999: annata media a Terlano, il vino è elegante, con sapidità e freschezza in evidenza.

Vorberg Pinot Bianco 2001: Un’altra annata media a Terlano; un vino che ha una bella struttura e complessità

Vorberg Pinot Bianco 2002: Annata difficile in Italia, ma non a Terlano dove invece c’è stata una grande vendemmia grazie alla bassa pressione e al vento FON che teneva lontana la pioggia; notevole anche l’umidità che in taluni casi ha “botrizzato” le uve nella maniera giusta. Vino di grande equilibrio bella struttura e armonia; naso complesso, grande persistenza, un vino strepitoso, un altro gioiello della collezione!

Vorberg Pinot Bianco 2004: Vino non di grande struttura e complessità ma comunque elegante e fine

Vorberg Pinot Bianco 2006: Grande annata, profumi intensi che devono ancora trovare equilibrio, sarà grande tra qualche anno.

Vorberg Pinot Bianco 2009: eccola l’ultima annata appena messa in commercio; la filosofia di Terlano è tutta qui e si esprime tra il monumentale 1957, ancora in grado di emozioni e l’infante 2009 dove la grande materia prima si sente tutta, ma i profumi sono esuberanti e non ancora equilibrati. Nonostante l’annata molto complessa, il vino ha bella struttura e intensità, dimostra di avere un ottimo potenziale! Ci rivediamo nel 2019 (toccando ferro)!

3 Responses to “Mezzo secolo di Pinot Bianco Vorberg in degustazione al Merano Wine Festival 2011”

  1. roberto gatti scrive:

    Avrei voluto esserci ma non ho potuto, però l’ho ripubblicato qui :http://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=7174

    Grazie

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