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A Oslavia, (Oslavje in sloveno) non c’è una chiesa, un’ osteria e nemmeno una piazza; c’è però un ossario a ricordare 57.000 caduti della Grande Guerra. Un posto triste direte voi, un posto bellissimo dico io, perché lì vivono e vinificano alcuni tra i vignaioli più importanti del Collio e poi a Oslavia c’è la ribolla gialla che qui, grazie ad un terroir d’eccezione, assume un carattere unico.

La storia della ribolla gialla, non solo è antica ma è anche molto particolare. È un’uva che si vendemmia molto tardi, diciamo fine settembre, ma in passato si arrivava anche fino alla metà ottobre, raggiungendo concentrazioni zuccherine piuttosto elevate e con l’arrivo del freddo la fermentazione rallentava o si bloccava del tutto, originando un vino beverino, amabile che trovava il suo abbinamento ideale con le castagne. Oggi, per fortuna, la ribolla è altro, è un vino che sa essere elegante, ma non solo, è anche un vino che fa parecchio discutere se ottenuto dopo lunghe macerazioni; insomma con la ribolla non ci si annoia di sicuro. Ed è per questo motivo che sabato 20 novembre 2011 Ein Prosit, la più importante manifestazione enogastronomica del Friuli Venezia Giulia, non mi sono lasciato scappare l’occasione di fare un piccolo grande viaggio nella Ribolla di Oslavia. Questo è il resoconto dell’interessantissima degustazione condotta da Aurora Endrici.

 

Collio Ribolla Gialla 2010 Fiegl

Da un’annata molto difficile (vendemmiata il 29 settembre), Fiegl presenta una ribolla gialla giovanissima, semplice e molto facile da bere. Attenzione però che termini come semplice e facile non vogliono sminuire il vino, è un’interpretazione diversa della ribolla, più immediata se vogliamo. Un vino pronto, per chi non ama il rischio e vuole bere senza farsi troppi problemi.

Collio Ribolla Gialla 2008 Primosic:

Da un’annata piuttosto fresca, una ribolla che è stata a contatto con le bucce per 7 giorni, per completare poi la fermentazione in botti da 600 litri. Questa è la 5^ vendemmia di Primosic sulle bucce.  Al naso è molto citrina (pompelmo) con note speziate, bella anche l’acidità. Anche se ha fatto qualche giorno di macerazione sulle bucce, il vino è immediato e di pronta beva.

Collio Ribolla Gialla Selezione Il Carpino 2008:

La ribolla di Franco Sosol è un capolavoro e con questo vino si può capire il potenziale della macerazione. In questo caso i giorni a contatto con le bucce sono 40 eppure colpisce il colore, un giallo oro a dispetto dell’ambra che ci si aspetterebbe di trovare nel bicchiere, tipico dei vignaioli che fanno macerazioni così lunghe. Grande l’equilibrio, un vino elegante, di bella freschezza, in assoluto il mio preferito tra i sei degustati. Dopo la macerazione passa in botte di legno da 20 h e la rimane per più di un anno, poi tornare in vasca d’acciaio prima di essere imbottigliato. Sublime!

La Castellada 2007: Ecco l’ambra di cui parlavo prima, bella, nitida. In un’annata straordinaria (2007), la vendemmiata è stata effettuata a metà settembre (piuttosto presto per essere a Oslavia). In cantina, il vino ha macerato per 2 mesi in tini aperti. Bella la freschezza e comunque è un vino non del tutto pronto, ha ancora molto da dare. In bocca è grasso, suntuoso.

Dario Princic – Ribolla Gialla di Oslavia 2005: Da un’annata povera, ecco il vino che ha fatto più discutere. Per i detrattori l’acidità volatile è troppo alta e il vino è a un passo dal baratro. Incredibile come questa ribolla e quella de “Il Carpino”, pur avendo lo stesso periodo di macerazione sulle bucce (35 giorni), siano due vini totalmente diversi.  Al naso ha una bella spezziatura, ma qui resta da capire se un punto di volatile possa essere un pregio o un difetto; un vino che si ama o si odia. Io l’ho trovato intrigante, ancora spigoloso ma che può ancora crescere. Da riassaggiare sicuramente.

Radikon – Ribolla Gialla di Oslavia 2004: La macerazione è di tre mesi abbondanti; il vino viene lasciato a riposare per tre anni e mezzo in legno e poi un altro anno in bottiglia. Anche qui l’acidità volatile è piuttosto alta, ma sembra convogliare meglio i profumi. Foglia di te in evidenza, propoli e una bella mineralità dovuta alla composizione del terreno di Oslavia ovvero l’argilla compressa che qui è chiamata Ponca.

In definitiva che dire, se la Ribolla di Fiegl, così come quella di Primosic e de il Carpino, sono vini ai quali è abbastanza facile accostarsi, trovando nel vino di Franco Sosol un approdo felice, la vetta più alta della Ribolla (parere opinabile ovviamente); mentre le ribolle macerate de La Castellada, di Pricic e di Radikon, non sono vini per tutti, ci si arriva per gradi, altrimenti il rischio e di non capirli e sarebbe un peccato perché nell’abbinamento cibo/vino potrebbero dare qualche piacevole sorpresa.

Ps: Nessuno durante tutta la degustazione l’ha mai nominato, eppure la cantina di Josko Gravner l’eremita è a Oslavia……..

One Response to “Oslavia, il teatro della Ribolla”

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