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Passare una serata con Aurelio del Bono è una bella botta di vita, inutile negarlo! La noia e la pacatezza non fanno parte del suo modo di essere e inevitabilmente ne sarai contagiato.  Quando ci sono i vini di Casa Caterina in degustazione c’è sempre una certa tensione (positiva) nell’aria e il dibattito (di Morettiana memoria) è inevitabile: affannose discussioni tra i partecipanti su cosa sia naturale, biologico, biodinamico e poi i vini di nicchia, la Franciacorta ideale e la Franciacorta reale, tutti che s’infervorano, s’incazzano e naturalmente Aurelio che non si sottrae.  Questa volta però ho ordinato in maniera perentoria al mio cervello di spegnere l’orecchio esterno e mi sono concentrato esclusivamente sui vini, che a questo punto del mio viaggio enoico ho l’ardire di affermare che poco hanno a che fare con la Franciacorta: qui siamo decisamente oltre, al di là! Qualcuno li troverà difficili, magari estremi; ovviamente massimo rispetto per l’altrui pensiero, per quanto mi riguardo credo che quell’uomo sia un mago in grado di destabilizzarmi ogni volta che assaggio i suoi vini. Non ho voluto prendere appunti ne perdere tempo prezioso a riconoscere sentori, ho solo goduto!

 Cuvèe 60 Blanc de Blancs (100% Chardonnay) Brut 2006

Vendemmia 2006

Tiraggio 13/03/2007

Sboccatura 07/08/2011

Bottiglia n° 4028/6000

 

 

Cremant Blanc de Blancs (100% Chardonnay) Brut 2004

Vendemmia 2004

Tiraggio 18/04/2005

Sboccatura 15/06/2011

Aperte due bottiglie, la 553/1000 e la 568/1000; due vini completamente diversi, più suadente la prima, più nervosa e proprio per questo più emozionante la seconda!

Cuvèe 60 Blanc de Blancs (Chardonnay 100%) brut 2004

Vendemmia 2004

Tiraggio 13/07/2005

Sboccatura 07/01/2011

Bottiglia 6707/8000

 

 

 

Blanc de Noir (100% Pinot Nero) 1990

Vendemmia 1990

Tiraggio 03/03/1991

Sboccatura 15/04/2011

Bottiglia n° 234/500

Inutile descriverlo, troppo intenso per me; magari per altri estremo, che bella la soggettività, vale la pena però confrontarsi con questo vino!

 

 

 

Brut Reserve 1999

96% Pinot Nero in acciao e 4% Chardonnay che fa quattro legni diversi. Vale il discorso appena fatto per il Blanc de Noir!

 

 

 

 

 

Moscato Rosa 2000

Moscato rosa secco! Si avete letto bene, secco, nemmeno una vaga idea di zucchero, degno di incredibili abbinamenti con la cucina di mare!

 

 

 

Naturalmente la star della serata era Aurelio del Bono, ma non bisogna mai dimenticare Carlo Piasentin patron del 900 all’isola di Palazzolo dello Stella, ristoratore appassionato e instancabile ricercatore di vini e vignaioli!

Ti odio poi ti amo poi ti amo, poi ti odio, poi ti amo, non lasciarmi mai più sei grande, grande, grande come te sei grande solamente tu.

Di Renis/Testa, canta Mina!

4 Responses to “Aurelio Del Bono, il mago”

  1. marcello travenzoli scrive:

    hai fatto bene a non ricercare sentori. la ricerca “complessata” di sentori schematici lasciamola ai sommelier dell’AIS… “mmmmm, crosta di pane, lievito” ma anche e soprattutto solforosa e acido ascorbico…
    qui si è oltre.

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