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Io c’ero, fatidica frase che nella vita deve essere usata con parsimonia altrimenti si corre il rischio di vanificare la magnificenza dell’accadimento. Io c’ero dunque quando il 19 maggio 2012 un manipolo di eroi guidati dal buon Davide Bonucci (Enoclub Siena), con pochi mezzi ha realizzato quello che, senza correre il rischio di essere troppo pomposi, si può definire un vero e proprio evento! Come per una sorta di legge del contrappasso (siamo pur sempre nella terra di Dante) si è cercato di dare un senso a tutti quei fiumi di vino versati in giro per l’Italia in mille manifestazioni, spesso inutili. L’intento iniziale era di approfondire le potenzialità qualitative della Vernaccia di San Gimignano confrontandola con altri vini bianchi italiani (e non solo) ma poi si è andati oltre, prospettando l’ipotesi di organizzare, per l’anno prossimo, un vero e proprio forum sui vini bianchi, per gridare al mondo intero che l’Italia non è solo un paese di grandi vini rossi ma che anche con i bianchi siamo in grado di dire la nostra. Ve l’ immaginate un forum dove Walter Massa, Benjamin Zidarich, Alessandro Dettori, Francesco Valentini (tanto per citare i primi nomi che mi vengono in mente) e magari Josko Gravner, discutono (e degustano) di vini bianchi assieme a giornalisti, blogger, sommelier, ecc? Folgorante no? Questa l’ipotesi per  il futuro; per il momento rimaniamo nello splendido presente e sulla “due giorni” Sangimignanese. Diciamo subito che nelle degustazioni alla cieca, la Vernaccia di San Gimignano, ha fatto la sua porca figura poichè le cantine presenti (Il Colombaio di Santa Chiara, La Castellaccia, Mattia Barzaghi, Mormoraia, Signano, Cappella di Sant’Andrea) sono state tutte all’altezza della situazione e addirittura, alcune di loro, nettamente superiori ad un bianco di un’azienda qualche anno fa di gran moda. Certo di strada da fare ce n’è ancora molta, anche perché il principale nemico della Vernaccia di San Gimignano è la Vernaccia di San Gimignano stessa: fino a quando nel centro storico e nei dintorni si venderà un vino scadente a pochi euro, sarà davvero difficile fare il grande salto. In realtà già da qualche anno le cose stanno cambiando, c’è una nova generazione in vigna che ha iniziato a fare vini di ottimo livello e da “bianchista” quale sono, credo che la Vernaccia di San Gimignano sia anche un grande bianco da invecchiamento. Se i produttori avranno pazienza, cercando di non farsi travolgere dal mercato che vuole sempre vini d’annata spesso crudi, potrebbero ritrovarsi in cantina vini di grande complessità a patto di non eccedere nel legno come capita oggi per alcune riserve.  In quell’oasi di una bellezza mozzafiato che è poi Mormoraia, l’azienda agrituristica che ha ospitato l’evento, non si è parlato solo di Vernaccia di San Gimignano ma c’è stata anche la possibilità di degustare degli altri ottimi vini come ad esempio quelli di Monaci – Garofano, La Colombera, Monteraponi e alcune selezioni inviate da Christian Bucci di Les Caves de Pyrene; poi direttamente con i produttori, visto che erano presenti all’educational in qualità di ospiti, i vini di quel grande personaggio che è Walter Massa (Lo sterpi derthona Timorasso 2008 su tutti) e quei tre capolavori di Rossese di Dolceacqua che fa Giovanna Maccario ma di questo parleremo nella prossima puntata!

« Questi, e mostrò col dito, è Davide Bonucci. Davide Bonucci da Siena: e quella faccia di Ià da lui più che l’altra trapunta ebbe la Santa Chiesa e le sue braccia: dal Torso fu, e purga per digiuno l’anguille di Bolsena e la Vernaccia »

(Dante Alighieri, Divina commedia, Purg. XXIV,19-24)

7 Responses to “La Vernaccia di San Gimignano sale in cattedra”

  1. Daniela scrive:

    una bella gang …non c’è che dire :-) !!!

  2. Paolo Ianna scrive:

    Caro Miki. Conosco i vini di Mattia Barzaghi e devo dire che lui è riuscito a realizzare al meglio, le potenzialità di questa tipologia di vino bianco che può essere interpretata in parecchie maniere. Certo che la tentazione (umana…) di molti produttori della zona di proporre vini di svelta beva e da pochi soldi ai turisti che arrivano con il pullman è il “fuoco amico” della Vernaccia, ma è redditizio…..Però penso che si debba accettare anche questa versione meno “impegnata”. In passato era l’unica o quasi ad essere proposta. Quella di rango si fa ugualmente strada. Il fatto che Mattia Barzaghi e gli altri siano conosciuti per l’impegno, lo sta a dimostrare. Lasciamo che siano gli individui ad eccellere per bravura propria, l’alta qualità, nei vini, bisogna saperla ottenere.

  3. donatella scrive:

    Che dire? bello leggere che tra i “mostri sacri” Michelangelo ha messo il Trebbiano di Valentini, io sono abruzzese e me ne vanto…bello leggere i commenti di due fuoriclasse come Paolo e te. A presto amici: bello leggervi! ciao xxx donatella.

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