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Ieri in un’enoteca (sic) del portogruarese mi è capitata una cosa davvero simpatica: lasciamo stare che come al solito chiedi un vino (scritto sulla lavagnetta) e ti dicono che non c’è; delusione cocente, ma non è la è la prima volta e non sarà nemmeno l’ultima. La cosa che invece mi ha lasciato davvero basito è la scoperta dell’esistenza del Franciacorta No Brand! La persona che era con me ha chiesto un prosecco, naturalmente anche questo era finito e l’”oste della malora” se n’è uscito con questa frase: “Ho finito il prosecco ma le ho portato un Franciacorta No Brand”! Stupore, meraviglia! A parte l’ignominia di continuare a paragonare le mele con le pere, che cosa vuol dire Franciacorta No Brand? Forse può voler  dire che qualche azienda minore produce una partita non con il suo nome, ma solo con il registro d’imbottigliamento indicato in piccolo (!) gli mette un’etichetta di fantasia e vende la bottiglia a 5 euro?  Oppure non è nemmeno un Franciacorta ma un VSQPRD prodotto in Franciacorta?  Certo c’è la crisi e magari qualcuno pur di sfangarla venderebbe condizionatori ai pinguini! Il problema è che nel disciplinare è ammessa (come per altro anche in Champagne) la vendita in surlattes cioè prima del degorgement. Quindi tu vai in una cantina in difficoltà compri 10.000 bottiglie sui lieviti le degorgi, ci attacchi un’etichetta qualsiasi e le vendi.
Alla faccia del territorio e di tutte le eccellenze franciacortine che si fanno il mazzo da una vita!
E il consorzio?
Dimenticavo, naturalmente quel vino faceva abbastanza schifo!

12 Responses to “Franciacorta “No brand”: Sogno o son desto?”

  1. marcodt scrive:

    … e hanno il coraggio di fregiarsi del titolo di enoteca ! Mah !

  2. lastanzadelvino scrive:

    Infatti….abbastanza drammatico :)

  3. Elena scrive:

    una specie di no-logo alla Klien de noaltri! evviva il marketing :)

  4. Maria Grazia scrive:

    Ma quel vino aveva un’etichetta qualsiasi o era una bottiglia nuda?

  5. mainograz scrive:

    Ciao Michelangelo,
    ahinoi!

    La cosa succede in molti altri campi.
    Il no-brand (da non confondere con il no-name) è un fenomeno in espansione.

    C’è da riflettere.
    Mi sa che scrivo un post!

    Graziano:-)

  6. purplestain scrive:

    che voglia di sapere chi è il “collega”!

  7. sim scrive:

    Se ne vuoi sapere un’altra:
    il 02 gennaio del 2010 decido di andare in Franciacorta a visitare qualche cantina, non faccio nomi (almeno così pubblicamente), arrivo da questa famosa azienda e chiedo se fosse possibile provare qualche vino, purtroppo ma capisco, vi era solo una specie di guardiano che gentilmente si è offerto di farmi vedere la cantina (velocemente) e farmi assaggiare qualcosa.
    Durante il percorso chiedo una serie di cose e salta anche fuori questo nuovo vino lanciato l’anno prima il quale ha riscontrato successo, ovviamente chiedo di provarlo e a questo punto tira fuori da un cestone una bottiglia e ma la fa vedere.
    Leggo l’etichetta, la retro etichetta, chiedo se posso comprarla,pago e me ne vado con la bottiglia! (che tengo tutt’ora)
    Cosa c’era di strano?
    Allora, questo vino nella retro etichetta al 02 Gennaio 2010 presenta questa dicitura:
    SBOCCATURA PRIMAVERA 2010
    Mi dispiace molto per il fattore che probabilmente non sapeva nemmeno cosa mi stesse dando, ma questo è una chiara prova di frode.
    Purtroppo ora è tardi e anche a farla vedere a qualcuno non ha più senso anche perchè si potrebbe dire che è una falsa accusa, ma per quanto mi riguarda di sicuro non comprerò mai più i vini di quell’azienda.

    • lastanzadelvino scrive:

      Cavoli, interessante! Che dirti a fronte di un sacco di gente onesta che lavora per l’eccellenza c’è sempre qualche furbo! Mi auguro solo che sia solo l’eccezione che conferma la regola.
      ciao

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