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Giorgio Melandri curatore della Riserva Storica del Sangiovese di Romagna, che a Bertinoro custodisce una rappresentanza esaustiva della tradizione vinicola romagnola, ha riunito un gruppo di esperti  (gli agronomi Remigio e Francesco Bordini, l’enologo Franco Calini, i produttori Mauro Sirri, Giovanna Madonia e Maria Cristina Geminiani, i degustatori e giornalisti, Filippo Apollinari e Giovanni Solaroli),  con l’intento di realizzare la  prima carta delle annate di Sangiovese di Romagna, questi i risultati:

Il punteggio assegnato varia da 1 a 5 stelle, dove ***** indica un’annata di grande qualità.

1990.  *****

Una grande annata, caratterizzata da una ripresa vegetativa anticipata e da una estate luminosa e calda. La vendemmia si è svolta nelle condizioni ideali in giornate calde e luminose. Vini di buona struttura e grande acidità, nel complesso equilibrati e molto longevi.

 1991.  **

Annata minore caratterizzata da piogge nella seconda metà dell’estate. Vini freschi, ma con una trama tannica poco profonda.

1992.  *

Annata piovosa, la qualità delle uve è stata compromessa e i vini sono deboli nella parte tannica e piccoli.

 1993.  ***

Piuttosto calda. Le uve hanno accumulato zuccheri nella fase finale della maturazione e perso acidità. Nel complesso una discreta longevità nonostante tannini un po’ arrotondati.

 1994.  **

Annata poco interessante, piovosa in primavera e umida in estate. Le piogge di fine agosto hanno compromesso la piena maturazione delle uve.

1995.  ****

Estate fredda e maturazioni tardive delle uve. I territori del sangiovese hanno risposte molto diverse che sono arrivate anche ad esprimersi su belle profondità e longevità inaspettate. Alcune riserve hanno espresso un carattere elegante ed austero.

1996.  ** 

Annata difficile, estate irregolare e piogge frequenti in settembre.

1997.  ***

In generale calda, ha però concesso ai sangiovesi romagnoli una certa armonia e tempi rapidi di assestamento. Il potenziale di invecchiamento non è straordinario, ma sono possibili piacevoli sorprese.

1998.  ***** 

Annata molto interessante, fresca, ma non fredda. I vini hanno mostrato un potenziale di longevità straordinario e bocche profonde, sapide e austere. I sangiovesi di questa annata sono usciti con tannini fitti ed eleganti, serrati e però maturi. Belle le acidità, di grande carattere.

1999.  *** 

Estate calda, ma senza eccessi e piogge a fine agosto e inizio settembre. Vini complessivamente equilibrati, tannini regolari e bocche “semplici”, piacevoli e subito pronte. È un’annata che nonostante tutto (manca un po’ di profondità e carattere)  ha un potenziale di longevità superiore a quello supposto nei primi anni di vita.

2000.  ****

Un millesimo molto variabile territorialmente, con tannini mai crudi e anzi in generale morbidi e suadenti. Ad una primavera calda è seguita una estate asciutta e favorevole. L’annata ha regalato vini interessanti con alcune riserve che sono state considerate eccezionali, anche se bisogna tener conto che nei primi anni ’90 la ricerca di eleganza e freschezza non era ancora considerata fondamentale.

 2001.  *****

La primavera del 2001 ha ricevuto in eredità dall’inverno terreni con grande disponibilità idrica che è stata molto utile in un’estate caratterizzata da un luglio e agosto caldi. Le leggere piogge della prima settimana di settembre hanno portato un abbassamento della temperatura e a grandi escursioni termiche. La fase finale della maturazione ha così evitato anticipi e la vendemmia ha avuto come protagoniste uve integre, mature e con un buon equilibrio. I sangiovesi dell’annata 2001 sono una perfetta sintesi tra equilibrio e struttura ed hanno tannini maturi e fini e bocche eleganti. Ottimo anche il potenziale di longevità. Una grande annata per il sangiovese di Romagna.

2002.  **

Annata caratterizzata da piogge frequenti e da una sommatoria termica sotto la media territoriale che ha allungato i tempi di maturazione e caratterizzato le uve con tannini meno profondi eminor presenza di sostanze coloranti ed aromatiche. La 2002 è un’annata dove la cura agronomica del vigneto e l’età delle vigne è stata determinante. In generale i sangiovesi sono meno profondi e più piccoli (molte le riserve non prodotte), ma non mancano bellissime ed eleganti sorprese.

2003.  * 

Nonostante un inverno di buona piovosità l’annata è stata caratterizzata da una carenza idrica diffusa e temperature calde eccezionali che hanno ostacolato la normale attività fotosintetica. I vini sono in generale ricchi di alcool con frutti poco freschi e caratterizzati da tannini verdi e asciutti. Bisogna anche dire che il risultato sulla qualità dei prodotti ha avuto andamenti altalenanti nell’ambito dei vari microclimi (le vigne alte hanno beneficiato di notti più fresche) e della tipologia del terreno (buoni risultati sui terreni argillosi) e i migliori prodotti sono stati ottenuti laddove le uve hanno potuto protrarsi con efficienza fino alla prima e seconda decade di ottobre, beneficiando di una minima ripresa della piovosità, notti con temperature medio-basse, clima più mite, buona escursione termica.

2004.  **** 

Dopo due millesimi estremi ritorna l’equilibrio:  il 2004 si può definire dal punto di vista meteorologico ed agronomico un’annata ideale. L’attività vegetativa in maggio e giugno è stata accompagnata da qualche pioggia, che ha aiutato il completamento del germogliamento, la fioritura e la successiva allegagione. Luglio ed agosto sono stati giustamente caldi ed assolati, ma senza superare i 32-33 gradi,  temperature ideali per la fotosintesi. Settembre ed ottobre sono stati caratterizzati da ottime escursioni termiche ed in generale da assenza di piogge. La siccità del 2003 comunque aveva ridotto sensibilmente la produzione delle sostanze di riserva che ha forse penalizzato alcune vigne. In generale i vini di questa annata sono vini formalmente ottimi, equilibrati e armonici, forse senza il carattere e la personalità che rende un’annata eccezionale. Buono il potenziale di invecchiamento.

2005.  **

Le nevicate invernali hanno ritardato il risveglio vegetativo. Maggio e giugno hanno registrato qualche pioggia che ha favorito una grande attività vegetativa, ma in generale sono stati miti e anche assolati, come anche luglio e agosto. Il fine estate è stato invece difficile e anche la vendemmia si è presentata complicata. Il risultato sono sangiovesi sottili e poco profondi, di buona acidità, con qualche piacevole sorpresa sul tema dell’eleganza e su un frutto austero e minerale.

2006.  ****

Le piogge abbondanti della primavera hanno contribuito ad arricchire le riserve idriche e permettere  una ripresa dell’attività vegetativa in modo regolare e in alcuni casi esuberante. Luglio con temperature alte per fortuna moderate poi da alcune precipitazioni nella prima parte di agosto. Alla fine dell’estate, quando forse le piante avevano accumulato qualche giorno di ritardo, sono arrivati però due mesi splendidi:  sole, un movimento d’aria che mitigava la temperature e forti escursioni termiche notturne. I vini sono equilibrati, con un frutto succoso e integro, bocche fresche e ritmate. A parte un eccesso di alcool in alcuni vini, in generale è un’annata interessante che ha un buon potenziale di longevità.

 2007.  ***

L’annata 2007 ha visto il risveglio vegetativo partire con quasi un mese di anticipo. L’estate è stata siccitosa e calda,  per fortuna con buone escursioni termiche. Un insistente vento di scirocco  ha però messa a dura prova le vigne più giovani e quelle in  esposizioni meno favorevoli. Fortunatamente verso la fine di agosto qualche leggera pioggia ha ridato ossigeno ai vigneti, salvando un raccolto che altrimenti avrebbe avuto seri problemi. L’invaiatura è stata precoce  e così anche la maturazione. Il risultato sono vini densi, una generale mancanza di frutti freschi e un tannino poco elegante. Non mancano le eccezioni e comunque in generale il livello qualitativo dei vini è interessante.

2008.  ****

Primavera e giugno ricchi di eventi piovosi ed estate in generale siccitosa. Settembre anche povero di piogge, ma fine estate ed inizio autunno molto interessanti con escursioni termiche molto utili. Buona la maturazione delle uve che hanno evidenziato un frutto fresco, buone acidità e gradazioni alcoliche in armonia con i vini. L’annata ha premiato chi ha saputo o potuto attendere per diverse ragioni: esposizione, cloni, età delle viti, altitudine. I vini sono probabilmente i più interessanti dopo quelli del 2001 ed hanno eleganza e profondità, grande potenziale di longevità e tipicità molto marcate, su tutti mineralità e austerità.

Per ulteriori informazioni: http://www.bertinorowines.it/

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