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579185_4424996676753_41713584_nDi Gaspare Buscemi si dice che sia un vignaiolo sui generis e naturalmente è un complimento!  Quando si parla del suo lavoro, lo si associa facilmente al concetto di tempo; un tempo indefinito che non accumula solo polvere, ma è in grado donare al vino nuove prospettive, nuovi approdi e ovviamente nuove emozioni. È un po’ come parlare d’arte, ma non voglio addentrarmi nell’annosa questione filosofica se il vino possa considerarsi un’opera alla stregua di quadro o di una partitura, c’è il rischio di perdersi o di prendere delle cantonate micidiali, non posso negare però che il lavoro dell’artigiano Buscemi spesso rasenti il sublime! Come definire altrimenti il suo Alture Bianco “Riserva Massima” o una RiBolla (come la chiama lui) rifermenta in bottiglia, entrambi del 1987? Vini in grado di far perdere il sonno a noi monomaniaci, vini che ti aprono un mondo, un mondo d’amore! Ecco che allora quando c’è la possibilità di incontrare Gaspare e i suoi vini, faccio di tutto per esserci, “qui ed ora”, senza compromessi! Questa volta il luogo della felicità è stato il recente Ein Prosit a Malborghetto con Paolo Ianna conduttore e canalizzatore dei tumultuosi pensieri del Gaspare!  Nella stessa giornata ho partecipato ad altre due degustazioni, ho bevuto vini importanti per blasone; vini interessanti per fattura ma niente mi ha folgorato quanto il Perle d’Uva 1991 di Buscemi, niente!

I vini degustati

59018_4424999436822_500184310_nEsperienze Bianco 2010 (senza solforosa aggiunta)

Le esperienze sono uniche come i vini di Buscemi, ogni volta una storia diversa!Con questo nome s’identificano i vini che non hanno solforosa aggiunta e che hanno superato i 20 anni in bottiglia. Abbiamo assaggiato un Esperienza appena messa in bottiglia, la 2010! Da uve Verduzzo, Pinot bianco, Sauvignon (da clone non aromatico), Chardonnay (almeno così ho capito perché Buscemi fa fatica a ricordare i vitigni). Un po’ chiuso all’inizio poi il naso si apre: frutta cotta matura, mela, mandarino, litchi. Il classico vino che non si svela subito ma che va riassaggiato a distanza di giorni per capirne il reale potenziale.

Braide Bianco 2010 (Con solforosa aggiunta)

“Braida” è il nome friulano dell’appezzamento vicino all’abitazione, chiuso, pianeggiante e coltivato spesso a vigneto. Da uve Verduzzo, Pinot Grigio, Chardonnay e Sauvignon (da clone non aromatico). Da subito meno austero dell’”Esperienze”. Al naso miele, finocchio, una nota di camomilla, forse un po’ troppo rassicurante e quindi meno emozionante rispetto all’Esperienze Bianco 2010.

530902_4425000676853_71642318_nPerle d’uva 2001

Vino ottenuto da rifermentazione naturale in bottiglia e chiuso con tappo di sughero intero ancorato dal tappo metallico. Da uve Ribolla Chardonnay Verduzzo, Sauvignon (da clone non aromatico). Al naso note di terra e carne, poi vira su note vegetali. Sorprendente!

Perle d’uva 1991  

Vino che mi commuove: idrocarburi, muschio, note vegetali, naso complesso e destabilizzante, la rifermentazione in bottiglia qui raggiunge vette impensabili, non voglio fare paragoni con altro, assaggiatelo se vi capita!

Si crea dal nulla e si produce con degli standard: né creazione né produzione. Attività demiurgica, semmai. Di trasformazione sublime.

(Roger Sesto)

5 Responses to “Gaspare Buscemi il demiurgo”

  1. Emanuele scrive:

    Un articolo su Gaspare Buscemi è sempre e comunque un piacere. Serve a rendere omaggio e merito a un artefice onesto e rigoroso, soprattutto non rumoroso, raro per competenza e bravura.

    Letto il pezzo con diletto, posso solo aggiungere: peccato che non abbiate parlato, se era in degustazione, anche della Riserva Massima. Il vino che fu a detta di molti – io l’ho degustato ma non ero presente alla kermesse – la vera sorpresa del Bibenda Day 2012.

    O forse è previsto che se ne tratti a seguire?

    Un saluto da Emanuele.

    • lastanzadelvino scrive:

      Ciao Emanule, in questa degustazione fatta nel contesto di Ein Prosit 2012 a Malborghetto, Buscemi non ha portato la “Riserva Massima”. Credo ci fosse qualche bottiglia in degustazione al suo banchetto ma non sono riuscito a passare, comunque avevo avuto modo di degustare qualcosa a Venezia un paio d’anni fa. In definitiva sono convinto che fare tappa in cantina da lui sia per noi un obbligo morale! Ciao Emanuele!

  2. Paolo Ianna scrive:

    Ciao Miki, sei sempre bravo a cogliere con sensibilità gli aspetti speciali delle persone comeGaspare Buscemi, uomo d’altri tempi per i più, uomo senza tempo come i suoi vini, per chi lo conosce. Fare un giro con il naso nei suoi vini potrebbe mettere in imbarazzo i cultori delle paroline di moda che ciclicamente ci ritroviamo a sentire e ahimè a ripetere in ossequio a tendenze e evoluzioni del linguaggio ( mineralità ovunque, terroir…ecc…) che il più delle volte servono solo a mascherare grossolanità ed imperfezioni del vino, a far di necessità (o deficienze), virtù. Quando i suoi vini riescono a superare indenni la prova del tempi a cui vengono sottoposti, ci possono solo sorprendere e ci sorprendono perché acquisiscono delle caratteristiche particolari, profumi che si liberano dopo vent’anni di bottiglia come in quel Perle d’Uva 1991 che è a dir poco, stupefacente…. Gaspare ha realizzato dei macchinari che aiutano in modo intelligente la pressatura tempestiva di piccole quantità d’uva evitando le ossidazioni che impongono poi il correre ai ripari e a correzioni fin dall’inizio della vita di un vino per rimediare a errori considerati come pedaggi inevitabili durante la vinificazione. Stupisce che solo pochi siano incuriositi da queste macchine utili e economiche a cui vengono preferiti macchinari sovradimensionati di difficile gestione e pulizia che non di rado creano qualche problema nel loro corretto uso.
    Far parte di un gregge numeroso ti risparmia lo sforzo di dover pensare, ma quante soddisfazioni ti puoi togliere uscendone e scegliendo dove pascolare con un po’ di autonomia di pensiero….

  3. lastanzadelvino scrive:

    Grazie Paolo queste tue parole, oltre ad essere le parole di un amico vero sono da scolpire nella roccia, ti cito: “Far parte di un gregge numeroso ti risparmia lo sforzo di dover pensare, ma quante soddisfazioni ti puoi togliere uscendone e scegliendo dove pascolare con un po’ di autonomia di pensiero….”. Potrebbe essere un manifesto politico, dove la parola politica si riappropria della sua bellezza e nobiltà. Certo con persone come Buscemi per noi che amiamo il vino in maniera viscerale è tutto più facile!

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