Feed on
Posts
Comments

Giulio e Lucia BarzanòDopo l’illuminante degustazione a “Il Mosnel”, una delle più importanti realtà della Franciacorta, mi è tornato in mente un vecchio slogan mutuato dalla politica: “Franciacorta di lotta e di governo”, che bene si potrebbe adattare all’attuale stagione socio-economica di quel territorio! Di lotta perché è arrivato il momento di smetterla con la sudditanza psicologica! Posto che nessun paragone con lo Champagne risponde a una domanda di senso, il Franciacorta, nelle sue espressioni più alte (Il Mosnel per l’appunto, la mia cantina feticcio Cavalleri ma anche altri bei nomi), non ha nulla da invidiare al celeberrimo vino “inventato” da Dom Pierre Pérignon, anche se sono e resteranno per sempre due vini differenti (Vivaddio)! È vero invece che puntando su una forte identità e sulle peculiarità di un terroir unico, il Franciacorta avrebbe ancora più appeal e la conquista dei mercati esteri potrebbe essere più agevole di quanto non lo sia ora. Ad ogni modo non va dimenticato che la storia della Franciacorta vinicola è relativamente recente (un cinquantennio) e pertanto i margini di crescita sono piuttosto ampi. Di governo, e lo dico con la massima umiltà, perché il Consorzio deve essere ancora più incisivo nelle strategie di controllo e di promozione! 603078_4784274858483_892568726_nÈ davvero frustrante trovare, nella Grande Distribuzione Organizzata, bottiglie di Franciacorta in vendita a 6/7 euro, con qualità scadente (ovvio) che confondono oltremodo il consumatore non esperto, facendogli credere, come accade per l’olio extra vergine d’oliva, venduto a 3 euro al litro, che quello sia un prezzo congruo, mentre sappiamo tutti che è semplicemente un’offesa al buon senso! E poi la competenza: non è pensabile che tra gli addetti ai lavori (mi riferisco al personale di sala, chef, aspiranti tali, ecc.) si faccia ancora confusione tra Champagne e Franciacorta o peggio tra Prosecco e Franciacorta; non è accettabile nei peggiori bar di Caracas figuriamoci negli alberghi a cinque stelle (giuro è successo)! Poi un giorno di gennaio arrivi al Mosnel, degusti delle perle e capisci che i produttori di talento, che lavorano con grande cura e passione, non meritano ambiguità né approssimazione, anzi sono dei modelli da seguire per dare alla Franciacorta il lustro che merita!

La degustazione

Il Mosnel è una delle aziende franciacortine più antiche, le cui origini risalgono addirittura al 1836! Fu Emanuela Barboglio, negli anni ’60 del secolo scorso, a capire le grandi potenzialità di questo territorio e a iniziare a scrivere, assieme a Guido Berlucchi, Franco Ziliani, Giovanni Cavalleri, Maurizio Zanella, pagine straordinarie per il metodo classico italiano.  Oggi l’azienda è guidata con talento e passione dai figli della signora Emanuela, Giulio e Lucia Barzanò!

205669_10151233408701657_696449492_nLa degustazione organizzata aveva come focus l’evoluzione nel tempo del Franciacorta Brut (annate diverse ma anche sboccature diverse dello stesso vino), perché, dicono Giulio e Lucia, è troppo comodo conquistare con le riserve o i millesimati; se ti devo conquistare voglio farlo con il vino base che è poi anche il 50% della produzione. In effetti, il discorso non fa una piega!

La cuvèe del Franciacorta DOCG brut. s.a è cosi composta: 60% Chardonnay, di cui un 30% fermentato in piccolo botti di rovere e un 30% frutto di altra annata vinificato in acciaio, poi 30% di Pinot bianco fermentato in acciaio e un 10% di Pinot nero fermentato in acciaio.

Si parte con la base della cuvèe più recente, la 2009 sboccato a la volèe. Diretto, senza fronzoli, tale e quale (senza nessun dosaggio) per capire subito la grandezza della materia prima. Naturalmente in divenire!

Franciacorta Brut base delle cuvèe 2009, sboccatura 10/2012: Si sente sempre la coerenza stilistica che caratterizzerà tutta la degustazione, qui il tempo, però, deve ancora fare bene il suo lavoro.

530620_4784278938585_1362359369_nFranciacorta Brut base delle cuvèe 2009, sboccatura 06/2012: S’inizia a fare sul serio, il naso diventa  molto intenso, note floreali in evidenza (leggero legno di liquirizia e poi menta). In bocca è netto e nitido!

Franciacorta Brut base delle cuvèe 2009, sboccatura 01/2012: è un crescendo! Acquisisce maggiore intensità soprattutto sulle note fruttate (agrumi). In stato di grazia, il migliore della cuvèe 2009.

Franciacorta Brut base delle cuvèe 2008, sboccatura 10/2011: La bellissima annata 2008 che ha caratterizzato la Franciacorta è tutta nel bicchiere!

Franciacorta Brut base delle cuvèe 2007, sboccatura 10/2010: Annata con vendemmia notevolmente anticipata che forse penalizza un po’ il vino; Naso presente con note floreali non molto marcate (prevale la camomilla); da seguire nella sua evoluzione.

Franciacorta Brut base delle cuvèe 2006, sboccatura 01/2010: Grandissimo vino de Il Mosnel. Complesso, elegante, lunghissimo in bocca! Da “manuale” come l’annata da cui proviene.

Franciacorta Brut base delle cuvèe 2004, sboccatura 10/2007: Un fuori programma! Lucia e Giulio hanno recuperato la bottiglia da un ristoratore.  Questi sono i vini che amo particolarmente, quelli che non si rivelano subito, che hanno bisogno di esprimersi nel bicchiere. Al naso cresce in complessità  lentamente con una mineralità spiccata; in bocca è opulento con una verve acida ancora intatta. Grande vino!

Per la cronaca, abbinati a una merenda franciacortina, sono stati assaggiati anche: Franciacorta extra brut 2007 E.B.B. (sboccatura 04/2011); Franciacorta Pas Dosè Riserva 2006 (sboccatura 06/2012); Franciacorta Pas Dosè riserva “QdE” 2004 (sboccatura 04/2010) e il Franciacorta Brut 1990 (04/2005), tutti rigorosamente in formato magnum. Nei bicchieri percezioni di una Franciacorta ideale, perfetta, che non teme confronti!

5 Responses to “Il Mosnel, percezione di una Franciacorta ideale”

  1. Annie MARTIN-Stefanatto scrive:

    Grazie Michelangelo per questa relazione. Condivido a cento per cento le tue osservazioni.
    Non nascondo che quando parlo Franciacorta, le variazione del Il Mosnel sono stato amore a prima vista.
    Come di consueto ho degustato le tue righe pecato che mi mancava i calici per confrontarci. Avrei avuto piacere condividere questo bel momento insieme a te, a voi. Ma non si sa mai se mi capita un giorno una tale occasione ?

  2. lastanzadelvino scrive:

    Ciao Annie, sono contento per queste tue parole, visto che di metodo classico sei una super esperta! Spero capiti presto anche a te di partecipare ad una degustazione così, è stato davvero illuminante!
    Michelangelo

  3. Giulio Barzanò scrive:

    Carissimo Michelangelo,
    grazie tante per la ricca e precisa relazione sulla recente degustazione da noi organizzata in cantina.
    Le parole lusinghiere che hai destinato alla nostra Azienda ed al nostro lavoro ci riempiono di orgoglio.
    Ci fa molto piacere che anche tu sottolinei che la Franciacorta deve essere considerata una zona di produzione di eccellenza e non ha senso fare confronti con zone di produzione che a centinaia di chilometri producono lo stesso genere di vino.
    Da anni noi Franciacortini ci battiamo per far capire che il nostro vino è frutto delle specifiche ed uniche caratteristiche dei suolo e del clima della Franciacorta.
    Grazie e a presto,
    Giulio e Lucia Barzanò

Leave a Reply