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385854_10200173626977095_905757512_nCosa ci fa un ingegnere gestionale di Milano, nato però in Toscana, a Pozzuolo del Friuli nell’ultimo lembo della Doc Grave? Vino, of course! Il punto e che il vino che fa Alessandro Job (l’ingegnere toscano), coadiuvato dal suo cantiniere Gianluca Canciani, proietta direttamente le Grave friulane nell’olimpo delle zone vinicole italiane da non perdere! Se due indizi fanno una prova, a questo punto, non ho più dubbi: Le Grave, sempre poco considerate, grazie ad un discreto numero di bravi produttori, sono ormai in grado di regalare vini di altissimo livello. Ho incontrato i vini di Villa Job, l’azienda di Alessandro, all’edizione 2012 di Identità Golose. Rimasi folgorato dal suo Risic Blanc incredulo che in Friuli si potesse fare un vino così “francese”.  Mi ripromisi di andarlo a trovare subito in cantina, in realtà è dovuto passare più di un anno ma alla fine, in un giorno di marzo indimenticabile per molti aspetti, ce l’ho fatta. Villa Job (si pronuncia iob, mi raccomando) non è semplicemente una cantina ma una tenuta d’incredibile bellezza; ospita al suo interno un palazzo risalente al 1637 che sembra tanto una villa Veneta con tanto di Barchessa, statue settecentesche e giardino all’italiana. Alessandro prima di essere un produttore è un grande appassionato di vino; mentre degustavamo, mi sono segnato queste sue parole illuminanti: “Voglio mantenere la passione per il bere, per scoprire il vino degli altri, non voglio diventare come quei vignaioli che dicono che il loro vino è il più buono di tutti e che non riescono a bere altro”!

I vini degustati

479773_10200173625057047_508864214_nPinot Grigio 2007 – VQPRD D.O.C Friuli Grave

Da Uve Pinot Grigio in purezza, da Agricoltura Biologica, con leggero appassimento in pianta. Il primo vino fatto da Alessandro Job!Naso complesso: pietra focaia, note di fumo, frutta cotta, agrumi, carne, pino, note di burro. In bocca è pieno e avvolgente, ha ancora una freschezza notevole, uno dei migliori Pinot Grigio friulani fin qui assaggiati! Immenso!

Ps: la bella mano si confermerà anche nelle altre annate che abbiamo assaggiato ovvero 2010 e 2011 ma sono gli anni di affinamento a donare a questo vino complessità e profondità!

 Friulano 2011 – VQPRD D.O.C Friuli Grave

Da uve Tocai Friulano da agricoltura biologica. Solo 1000 bottiglie!Il naso è intenso con note di camomilla e frutta. In bocca è piuttosto tipico (mandorla) con una bella persistenza. Anche se qui non si raggiungono le vette del Pinot Grigio, sarebbe interessante fare il confronto con qualche “vecchia” annata e sono sicuro che ne vedremo delle belle!

313492_10200173627657112_675871185_nRisic Blanc 2010 – VQPRD I.G.T. Delle Venezie – Bianco

Sauvignon 80% Chardonnay 20% da Uve da Agricoltura Biologica . Risic Blanc in dialetto friulano vuol dire “Vitigno Bianco”. Questo è il capolavoro di Alessandro. L’uva viene diraspata e lasciata macerare una notte prima della pressatura. L’affinamento avviene in parte in botti di rovere piccole e medie con legno di provenienza francese per 6/8 mesi circa, secondo una sorta di metodo Solera e poi in bottiglia per circa 6 mesi. Il naso è complesso con note di mela cotogna, frutta tropicale, leggera nota di salvia e di miele, ma anche di burro. In bocca è pieno, rotondo, lunghissimo. Purtroppo ne fa solo 800/ 1000 bottiglie.

Serious 2012

È la novità di Alessandro Job. L’etichetta è confezionata con carta da pacchi rigorosamente riciclata. Da uve Refosco, Merlot, Cabernet e una punta di Schioppettino da agricoltura biologica, senza solfiti aggiunti. Il naso è moto interessante con note di spezie, ribes e un leggerissimo sentore d’incenso. In bocca il frutto è predominante, credo necessiti ancora di trovare un equilibrio affinandosi per qualche altro mese in bottiglia.

3 Responses to “Villa Job, emozioni dall’ultimo lembo delle Grave Friulane”

  1. lastanzadelvino scrive:

    il mitico Carlo Piasentin uno dei più importanti ristoratori friulani, a proposito di Grave, pubblica su Facebook questo commento:
    Carlo Piasentin: Caro Mich, vedi che ci abbiamo visto? E ci abbiamo visto lungo.

    Questa sorta di Rinascimento delle grave mi da’ soddisfazione.
    Vini interessanti, a volte anche qualcosa di più, di per sè, senza paragoni con il resto del mondo, friulano e no.
    Vini con personalità, prodotti con passione.
    Produttori attenti, competenti, con la necessaria dose di follia.

    Secondo me chi propone il vino (ristoratori, enoteche, negozi) in genere è un po’ indietro, ma è questione di tempo.
    E di voglia di cercare, e di passione, e di bastiancontrarismo, e di spaccamarronismo.

    Arriverà l’onda della moda e noi potremo dire che ci avevamo visto prima.

    Grazie quindi a Nicola, a Luisa, ad Alfio, a Rino e Gino, a Sabina, ad Alessandro, ad un altro Alessandro e ad un altro ancora, a Adamo, a Paolo, a Bruno, a Francesco e Roberto, a Lucio, a Brandino, a Albino, a Piergiovanni, a Enzo e Gianfranco, a Luigi e a tutti gli altri che mi dimentico, per l’impegno, la passione, l’entusiasmo.

    E noi, intanto, siamo da un’altra parte…

  2. […] Villa Job, emozioni dall’ultimo lembo delle Grave Friulane!. […]

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