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484373_10200198258512868_2088564163_nDicono che, per la produzione vino, il Ticino non è zona vocata quanto il Vallese! In attesa di verificare sul campo la veridicità dell’informazione, ho partecipato, con vivo e vibrante interesse, alla degustazione “Il Merlot del Canton Ticino nelle sue varie tipologie”, organizzata qualche settimana fa dall’AIS Veneto nell’ambito della manifestazione il Veneto al 300×100. Il nobile vitigno Merlot, proveniente dalla regione di Bordeaux, fu impiantato nel Cantone svizzero intorno al 1906 e, visti gli ottimi risultati, fu scelto per ridare vita al patrimonio ampelografico di quella zona che era stato devastato dalla fillossera di fine ottocento. Oggi, gli oltre 1000 ettari di vigneti coltivati sono coperti per oltre l’80% da Merlot, e sono di proprietà di oltre 3600 viticoltori che coltivano piccoli appezzamenti spesso in condizioni molto difficili. Ritroviamo da queste parti, come del resto in Valtellina, Alto Adige e Valle d’Aosta, una sorta di viticoltura eroica, tipica delle zone alpine. Nel complesso i vini in degustazione erano interessanti, ho scoperto una zona che non conoscevo e anche se non ci sono stati vini che mi hanno fatto saltare sulla sedia (una menzione speciale va però al Malatraccia extra brut), ritengo che sia un territorio da approfondire, soprattutto per quei Merlot con almeno dieci anni sulle spalle che giacciono nelle cantine ticinesi.

487482_10200198255992805_286451880_n Malatraccia extra brut 2007 – Vigneti di Arzo

Da uve Merlot, vinificato in bianco, con un’aggiunta di Chardonnay. Sosta sui lieviti 30 mesi. Il naso è intrigante, con note di lievito, vaniglia, crosta di pane, pistacchio, burro, note mentolate e frutta esotica. In bocca attacca con forza e acidità sostenuta, bella la lunghezza. Particolare questa idea di usare l’uva Merlot per il metodo classico, credo sia una pratica esclusiva del Canton Ticino.  La vera sorpresa di tutta la batteria, davvero interessante.

Bucaneve bianco di Merlot del Ticino 2012 – Cantina Giubiasco

In bottiglia da novembre 2012. Il colore è giallo molto tenue, come in stile del merlot vinificato in bianco. Naso iper fruttato e ammiccante. Nota di mela, banana, melone. In bocca è morbidissimo e facilissimo da bere, sembra più un succo di frutta che un vino. Continuo a pensare che il merlot vinificato in bianco (avevo già degustato in tale senso anche un produttore friulano) sia un esercizio di stile fine a se stesso. Da bere in estate con temperature tropicali e freddo, altrimenti appena si scalda un po’, perde di senso.

Primello Rosato di Merlot 2011 – Vinattieri Ticinesi

Bel naso di frutti rossi, melograno, ribes, anguria. Decisa acidità. In bocca interessante anche di una certa lunghezza. Un bel rosato, il mio preferito dopo il Malatraccia extra brut.

 I Trii Pin 2011 Ticino Merlot – Mauro Ortelli

Il vino è prodotto con uve merlot proveniente prevalentemente da Castel San Pietro, poi in base all’annata, il produttore assembla diversi altri vitigni quali Carmenere, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon ovviamente entro il 10% ammesso dal disciplinare della DOC. Fa solo acciaio. Naso che si svela pian piano ma non è mai complesso: note di viola, frutti di bosco, leggera speziatura. In bocca è morbido, non ammalia. Forse sarebbe da riassaggiare a bottiglia aperta, dopo qualche ora, da riprovare.

480013_10200198258352864_598685265_n Piccolo Ronco di Pedrinate Merlot del Ticino Riserva 2008 – Valsangiacomo Vini

Vinificato in acciaio inox e affinato per 14 mesi in barrique di secondo passaggio. Naso complesso, decise note speziate, poi viola e frutta rossa matura, leggeri sentori di cuoio e pelle e cioccolato bianco. In bocca una nota amarognola non piacevole e un tannino ancora importante. Più interessante al naso che in bocca almeno il 2008. Visto che è prodotto dal 1978, sarebbe interessante assaggiare qualche vecchia annata.

Ronco dei Ciliegi Riserva 2009 – Azienda Mondò

90 % Merlot e 10% Cabernet Sauvignon. Dal cru vigna Sementina. Fa acciaio e poi barrique. Naso complesso: cioccolato, note di frutta rossa (marasca). In bocca una struttura importante, un tannino lieve e una bella persistenza. E’ il classico vino che negli anni troverà modo di esprimersi su livelli decisamente elevati. Sicuramente il miglior rosso della batteria.

7 Responses to “I Merlot del Canton Ticino: cronaca di una degustazione”

  1. Mainograz scrive:

    Sicuramente il miglior rosso della batteria;-)

  2. rocco lettieri scrive:

    Caro Michelangelo ciao. Alla fine qualche volta capita di assaggiare anche qualche vino del Canton Ticino, a tutti. Io ho avuto la fortuna di poter degustare questi vini per ben 20 anni (tanti sono gli anni che sono stato alle dipendenze della Guida I Vini di Luigi Veronelli).
    Ma ben oltre sono gli anni che frequento questo Cantone e ne scrivo sino dal lontano 1985.
    In effetti ci sono vini di altissimo livello e mi metto a tua disposizione se vorrai rifare una degustazione in loco. Per Cantine aperte (credo a fine Maggio) si terrà una importante manifestazione. Non mancare. Ti terrò al corrente. Un saluto, Rocco

  3. rocco lettieri scrive:

    Michelangelo lasciamo passare il Vinitaly e poi chiamami che ci organizziamo. I produttori disponibili non mancano. Buona Pasqua a te e ai tuoi lettori.

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