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261970_4196019392464_50815997_nIn questa situazione italiana di perenne immobilismo che si abbatte in ogni settore, anche il mondo del vino non può esserne indenne. Si veda l’esempio degli Oscar del vino 2013 di Bibenda, dove le nomination sono in sostanza le stesse di vent’anni fa! La staticità è anche spesso prerogativa di alcune patinate riviste che si occupano di vino e proprio su una di queste, a commento dell’eccellenza di un famosissimo e blasonatissimo Franciacorta, ho letto queste parole: “……esemplare la citazione di Robert Parker.. l’unica bollicina d’Italia che può tenere testa agli Champagne”. È mai possibile che tra addetti ai lavori (super esperti) si ragioni ancora sul confronto tra Champagne e Franciacorta? Non trovate che le parole del guru americano siano di una banalità impressionante? A che Champagne ci riferiamo per il confronto, a tutti? Il paragone vale dal Krug – Clos du Mesnil agli Champagne venduti nella Grande Distribuzione Organizzata a 13 euro a bottiglia? Capisco le motivazioni commerciali ma non credo che con affermazioni del genere si faccia un buon servizio al metodo classico italiano, visto che parliamo di riviste che hanno credito e seguito notevoli. È mai possibile che non si possa bere in santa pace un Collezione Esclusiva Giovanni Cavalleri, un QdE de Il Mosnel, una Riserva d’Antan de La Scolca, una Riserva Nobile D’Araprì oppure Madame Martis di Maso Martis, tanto per citare le prime che mi vengono in mente, senza sensi di colpa né sudditanza psicologica? È possibile, nel 2013 prendere ancora per oro colato tutto quello che dice Robert Parker?

14 Responses to “Paragone Champagne – Franciacorta: continuiamo così, facciamoci del male”

  1. az scrive:

    Complimenti Michelangelo per le prime bollicine che ti vengono in mente 😉 e, a quanto pare si ma sensi di colpa-sudditanaza mai: ne abbiamo di cui andare fieri.

    Ciao, Alessandro

  2. ladameduvin scrive:

    Ciao Michelangelo,
    sai che sono sensibile a questi discorsi…;-)
    Da sempre sostengo improprio e ingiusto il paragone fra champagne e altri vini spumanti.
    E’ vero che io sono solo una grande appassionata che, accidenti alla linea, beve molto, ma ritengo che tanti “guru” , super esperti come dici tu, nel mondo del vino non facciano paragoni a caso, pur sapendo che sono fuori luogo.
    Il consumatore medio, seguendo pedissequamente quanto scrivono, sarà portato ad affermare che quello spumante è pari ad uno champagne, e andrà a comprarselo.
    Cosi’ come affermerà, avendone letto la notizia in quache saccente pagina web, che lo spumante italiano ha piu’ successo dello champagne per i numeri di bottiglie vendute, senza fare un distinguo fra metodo classico, charmat, charmat lungo, e via dicendo.
    La cultura del, e l’educazione al, mondo del vino in Italia sono ancora a livelli minimi ed è quindi facile fare seguaci sensibilizzando il pubblico su una rivalità inesistente (Champagne-Franciacorta) e issando la bandiera della vittoria.
    Abbiamo già vinto la finale mondiale contro la Francia….non possiamo accontentarci per una volta?

  3. lastanzadelvino scrive:

    Livia sottoscrivo ogni tua parola, impeccabile come sempre!
    ps: ti scrivo in privato

  4. lastanzadelvino scrive:

    Da Facebook:
    o Giulia Cavalleri Nember e’ inutile noi Italiani siamo così, sempre sudditi di qualcun altro.
    Michelangelo Tagliente affetti da tafazzismo cronico!
    o
    Ruggero Maggioni Tanti Franciacorta sono meglio di tanti champagne
    o
    Roger Sesto come paragonare le mele con le pere
    o
    Giuseppe Aldè Sono due cose diverse… Soprattutto quantitativamente parlando… Non entro per deontologia settoriale nel merito qualitativo… Comunque e’ come dimensionalmente paragonare un supermercato zonale alle coop…
    Roger Sesto ma sono diverse anche come tipologia. Non è un discorso di qualità, sono proprio robe diverse. Come se nel calcio si volesse paragonare un centrocampista a una punta.
    Gaeta Santo Purtroppo sono molto più avanti.
    Giuseppe Aldè Non entro mai nel merito qualitativo in pubblico… Ho colleghi ed amici in entrambi i lati e rischio troppo esprimendomi…
    Roberto Giuliani se anche Franciacorta e Champagne avessero lo stesso livello qualitativo medio (e così non è), non hanno nulla in comune, non bastano le bollicine e i vitigni a consentire un confronto. Quello che è certo, paragonarli è un sicuro autogol, sotto ogni punto di vista.
    Roberto Giuliani e come la mettiamo, poi, con le “schegge impazzite”? Ovvero coloro che, pur stando in Franciacorta, hanno una personalissima interpretazione dei loro vini? Penso ad esempio a Casa Caterina, al loro Pinot Meunier, la Pinot Nero, alla Cuvée, all’Estro e a quello straordinario rosso (ad un prezzo convenientissimo) che è il Vita Grama. Che c’azzeccano con tutti gli altri? Infatti non escono come Franciacorta…
    Michelangelo Tagliente Certo Roberto, al di là dell’inutile confronto tra Champagne e Franciacorta, il punto che mi fa arrabbiare e che per motivi commerciali si arrivi a dire che la marca tal dei tali è l’unica che può tenere testa allo champagne perchè l’ha detto parker…..
    Roberto Massaro • 56 amici in comune
    Robert Parker è il primo che comunque ha detto che ci sono degli Franciacorta che tiene testa a certi Champagne in un tempo quando nessuno si sognerebe di farlo…

  5. lastanzadelvino scrive:

    Ancora da FB:
    Roger Sesto ed è sbagliato affermarlo. Non c’entra la qualità, ma la non confrontabilità. Sarebbe come dire che un Barolo tiene testa a un Brunello. Ma che c’azzeccano?!
    Roger Sesto io le pere le confronto con altre pere, non con le mele.
    Roberto Giuliani la difficoltà viene quando si ha a che fare con mapo, mandarancio, pescanoce…
    Roberto Massaro • 56 amici in comune
    Ovvio che confrontare un Barolo con un Brunello non a senso visto che non si usano nemmeno le stesse uve…..
    Roger Sesto e così non ha senso paragonare un Franciacorta a uno Champagne, visto che il terroir è diversissimo. Il vino non lo si fa solo con i vitigni, ma anche e soprattutto con il pedoclima.
    Roger Sesto Anche confrontare un Barolo con un Gattinara non ha senso, eppure le uve son le medesime.
    Roberto Giuliani se poi vogliamo dirla tutta, anche un Barolo di Serralunga non ha senso confrontarlo con uno di La Morra o Castiglione Falletto…
    Roger Sesto appunto, figuriamoci un confronto tra Franciacorta e Champagne. Una cazzata, degna di Parker.
    Roberto Giuliani il confronto corretto è fra Franparker e Champarker
    Roger Sesto oppure un confronto fra i vini a cui dava 95/100 15 anni fa e quelli che giudica eccellenti ora… se ne vedrebbero delle belle, a proposito di coerenza.
    Roberto Massaro • 56 amici in comune
    Allora chiudiamo tutti i wineblogg,Michelangelo Tagliente può chiudere La stanza del vino..da oggi il confronto di vini è proibito! buona giornata
    Livia Riva Roberto, si fanno confronti fra pari o simili, altrimenti si evitano
    Michelangelo Tagliente Roberto Massaro non ti arrabbiare ovviamente non è questo il Focus della questione
    Roger Sesto sinceramente non capisco l’incazzatura del Massaro. Ma non mi verrà il mal di capo per questo. Detto questo, Livia Riva ha ragione: spesso certi confronti son fatti in malafede, per fini secondi che non son certo quelli di divulgare correttamente le enoiche informazioni.
    Roger Sesto il confronto è possibile caro Massaro, così come è possibile che io poi dica: “ma che bella cazzata”. Tutto è possibile, no?
    Daniela Rossi siamo ancora ai confronti ? non è rispettare il vino questo…
    Roger Sesto non dire così, mi fai incazzare il Massaro che poi fa il muso.
    Alberto Lupetti Lo dico da tempo, paragonarli non ha senso, come non avrebbe senso paragonare Bolgheri e Bordeaux solo perché entrambi son fatti con Cabernet e Merlot…
    Roger Sesto già!
    Roger Sesto diciamo che, a parer mio, vi è maggior affinità fra Bolgheri e Bordeaux (per via di pedoclimi vagamente assimilabili), che non fra Champagne e Franciacorta. Ma comunque il non senso del paragone resta anche per quel raffronto.
    Michelangelo Tagliente Però le ragioni di quel paragone e la citazione di Parker hanno un senso “commerciale” più profondo…
    Roger Sesto infatti! E qui ha ragione Livia.
    Roger Sesto a Parker punto gli interessa del bene del vino (o dei produttori o dei territorio). Si ama molto, e ama molto le sue saccocce gonfie.

  6. lastanzadelvino scrive:

    sempre da FB:
    Alessandro Scorsone Mi inserisco anch’io in questa bellissima polemica….i paragoni sono sempre brutti, scortesi e portano a parlare di nulla….non è etico dire che un prodotto somiglia ad altri, viene meno il senso del terroir inteso come tale…ogni produttore esprime la filosofia del ” Suo ” vino, interpretando il vitigno attraverso il territorio…cercando di fare un vino che prima di tutti piaccia a chi lo fa… La parte commerciale viene dopo… Il vero problema è quando, come mi è accaduto in un posto ” cult ” di Roma la scorsa settimana, che un operatore, venisse al tavolo a propormi un ottimo Champagne Italiano…su questo effettivamente bisognerebbe riflettere…c’è ancora tanta strada da fare…quindi, alla fine, non possiamo nemmeno stupirci di Parker e dei suoi punteggi….sfido chiunque…e Alberto Lupetti ne è testimone, che dare 100 centesimi ad un vino, è oggettivamente molto difficile…infatti, per correttezza, ci si ferma a 99…lasciando la perfezione assoluta solo a chi può permettersela…….ovvero a Dio…tra l’altro, per dovere di cronaca, sono moltissimi i Produttori Franciacortini che abitualmente bevono Champagne e non se ne vergognano…segno evidente che, loro per primi, non hanno alcun senso di fastidio nell’ ordiinarlo e servirlo…ne tantomeno si sentono sudditi o parenti poveri….
    Roger Sesto ciao caro, benvenuto!
    Roger Sesto in molti casi siamo ancora fermi a “Prosecco sinonimo di spumante”….
    Paolo Carlo Ghislandi Veramente siamo a .. mi dia un “prosecchino” per indicare la scelta di un qualsiasi “vino” spumante o frizzante Roger Sesto
    Roger Sesto ma il peggio è quando ti portano un Franciacorta (ovviamente base e poco costoso) e ti dicono “gradisce un Prosecco”?
    Paolo Carlo Ghislandi Molto frequente, purtroppo… d’altro canto mi è capitato fin troppo spesso di chiedere un calice di spumante italiano Brut e vedere il totale smarrimento negli occhi del mio interlocutore… troppo spesso appunto
    Roberto Giuliani bene, abbiamo toccato il tasto VERO, cioè COSA fa scatenare simili paragoni. Sapete? ci stiamo sopra. Facebook, come Google, ma direi tutto il sistema Web, è diventato un modo come un altro per fare profitto. Noi siamo quelli che lo permettono, senza ricavarne nulla oltre la fruibilità dei prodotti. I paragoni di Parker sono mirati, perché Parker non è un assaggiatore qualsiasi, è Parker, e anche se ultimamente ha perso colpi, quello che dice influisce sulle vendite, tutto qui. Il resto sono chiacchiere da bar, comprese le nostre, giuste quanto vogliamo, ma che non incidono minimamente su questo mondo e le sue regole, semplicissime: fare profitto con qualsiasi cosa.
    Roberto Giuliani e il bisogno di fare profitto nasce dalle miserie umane, dalla convinzione che per riempire i nostri vuoti interiori serva avere denaro con cui comprare oggetti e gestire persone e cose. E’ una malattia, la nostra società è in delirio da tempo, ma non c’è verso che impari qualcosa.
    Roberto Massaro •
    Lo vogliamo fare un confronto Franciacorta vs Prosecco??? Si o no???
    Paolo Carlo Ghislandi Il profitto non può e non deve essere lo scopo, ma solo una derivata conseguenza collaterale (in un mondo ideale)
    Roger Sesto massì, confrontiamo il Franciacorta scambiato per Prosecco e lo Champagne italiano
    Paolo Carlo Ghislandi Io porto l’idrolitina
    Roberto Giuliani Paolo certo, peccato che nella realtà succede esattamente il contrario. l’ingordigia è figlia del vuoto, non si è mai sazi abbastanza, perché non ci si sa nutrire, non si sa di cosa abbiamo davvero bisogno, tutto è in funzione di un sistema consumistico che ci rende sempre più insoddisfatti. Per uscirne bisogna farsi alcune domande fondamentali, chiedersi cosa stiamo a fare su questa Terra, e per cosa vale veramente la pena vivere. Persino la medicina è in funzione del profitto, molte malattie sono frutto della società in cui viviamo, ma è molto meglio produrre un nuovo, miracoloso, medicinale, piuttosto che cambiare stile di vita e ricuperare un rapporto sano ed equlibrato con l’ambiente e le persone. Tutto è iniziato dall’insano confronto Champagne/Franciacorta… non male no?
    Livia Riva Alessandro, hai ragione. Ci sono un sacco di produttori franciacortini, anche molto noti, che aprono tranquillamente bottiglie di champagne senza per questo denigrare o sminuire il loro prodotto. E questo fa loro onore.

  7. lastanzadelvino scrive:

    Ancora da FB:
    Livia Riva Roberto, in effetti il discorso è iniziato proprio dal sistema ‘speculativo’ di alcuni luminari del vino di fare paragoni impropri. A svantaggio e fagocitamento del consumatore non troppo accorto. Occorre fare voto di pazienza infinita per far capire che non tutte le bollicine italiane sono prosecchi.
    Paolo Carlo Ghislandi Roberto Giuliani Come sai, non è così inusuale che la pensiamo allo stesso modo. La razza umana, c’è davvero da chiedersi, come diamine abbia fatto a sopravvivere nel corso dell’evoluzione.. ah.. si.. certo.. che stupido.. ha sacrificato un intero pianeta in nome della sua sopravvivenza condannandosi ad una condizione di vita molto al di sotto delle sue possibilità e proiettandosi verso la distruzione. Notevole esempio di intelligenza.
    Michelangelo Tagliente La questione è ancora più sottile perchè l’articolo a cui mi riferisco sul post viene tradotto in inglese per il mercato asiatico, e in quel contesto parker è ancora una potenza, ergo il consumatore medio capisce che quel franciacorta blasonato e celabrato in ogni dove e’ l’unica bollicina italiana degna di nota e sappiamo tutti che non è cosi….
    Michelangelo Tagliente comunque bellissima discussione, ricopio tutto sul blog

  8. franciacorta? …allora ben venga puglialunga con una Riserva Nobile D’Araprì

  9. Remo scrive:

    Altro che paragoni, mi piacerebbe proprio che emergessero le differenze, così da poter scegliere di mettersi in casa tante buone bottiglie di Franciacorta, tante altre di Cruasè e poche di Champagne, Cava ecc. ecc, giusto per non farsi mancare niente!
    Così da divertirsi proprio ad apprezzarne le loro peculiarità, in momenti diversi e con gli accostamenti più svariati e gustosi!
    Prosit

  10. lastanzadelvino scrive:

    Assolutamente d’accordo Remo, il senso del mio discorso è proprio questo…valorizzare le differenze e goderne :)

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