Feed on
Posts
Comments

971905_10200558502598745_1050190358_nAl posto del consorzio avrei messo in batteria un Orvieto per ridicolizzare la nostra pretesa di riconoscere il terroir”! Parto da questo tweet di Maurizio Gily, postato durante la degustazione del Soave 3D, per ragionare sul concetto di terroir e soprattutto sulla possibilità di riconoscerne con facilità i marcatori. Da parte mia dico che allo scorso Vinitaly, in una mini verticale di Marchese di Villamarina Alghero Doc di Sella & Mosca (annate 1993, 1997, 2000, 2004 e 2007) ho trovato che il Cabernet Sauvignon, vitigno in purezza con cui è fatto il vino, raccontasse della Sardegna più del Cannonau, quindi? Come la mettiamo?

3 Responses to “E’ così facile riconoscere un terroir?”

  1. lastanzadelvino scrive:

    Luca Ferraro: diciamo che è molto difficile, a volte fatichiamo anche noi che conosciamo bene il territorio.

    Catalano DitestaediGola: Qui abbiamo Falanghine che tutto raccontano tranne che la Campania. Alle volte le bevi e ti sembra di essere in Veneto o nella Napa Valley!

    Giovanni Ponchia: a dire la verità durante i primi test con enologi e produttori avevamo inserito un frascati in mezzo agli altri campioni alla cieca..

    Michelangelo Tagliente: Dai Giovanni e com’è andata a finire?

    Giovanni Ponchia: beh, quando ho chiesto se secondo loro si trattava di un soave, è calato il silenzio.. nessuno si è sbilanciato. effettivamente quel frascati lo avevo assaggiato anche la sera prima ed era perfetto per creare imbarazzo. invece nessuno si è esposto rimettendoci la faccia. questi enologi..

  2. lastanzadelvino scrive:

    Elisabetta Tosi: Giovanni Ponchia, il fatto che nessuno si sia sbilanciato su quel Frascati, non ti suona un po’…. sospetto? É come quando, in una degustazione alla cieca di Amarone della Valpolicella, qualche burlone infilò un primitivo… e nessuno se ne accorse. Tutti lo promossero Amarone. Uhm hm..

  3. lastanzadelvino scrive:

    Giovanni Ponchia: Cara Elisabetta Tosi, se è per questo si può confondere un Durello con uno champagne (cose già viste) e molto altro ancora. Io ho smesso di stupirmi e non c’è niente di sospetto, secondo me. Il vino è un pò come il calcio: ogni annata è diversa dall’altra, tutti possono dire tutto e il contrario di tutto e, soprattutto, sono entrambi argomenti perfetti quando si è al bar

Leave a Reply