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1014396_10202079741108757_2000180881_nQualche giorno fa ho acquistato in un mercatino dell’antiquariato l’ormai introvabile libro “Mangiare e bere all’italiana”, curato dal grande gastronomo Luigi Carnacina e dall’indimenticato e indimenticabile Luigi Veronelli. Sfogliando le pagine, ingiallite dal tempo, sono rimasto letteralmente folgorato dalla prima parte della presentazione al volume fatta nientemeno che da Mario Soldati.

“Un altro libro di cucina? Oggi? Ma non vi farebbe la stessa impressione un capitano, che si ostinasse a tenervi chiuso nella sua cabina per intrattenervi con meravigliosi racconti marinari, per parlarvi delle bellezze della navigazione, per descrivervi i colori dell’oceano, mentre la nave su cui siete tutti imbarcati sta andando a fondo?

Come possiamo, in altri termini, occuparci di “fondi”, e di salse, e di minuti di cottura, quando l’autenticità della materia prima è messa in dubbio? Quando la difficoltà non è più quella di cucinare un cibo, ma di trovarlo, ossia di trovarlo genuino? E non c’è dubbio che tale difficoltà cresce ogni giorno più, e crescerà ancora per molto tempo, finché i paesi civilissimi non capiranno che si tratta di uno dei problemi più seri dell’esistenza. A che pro, dunque parlare di sapori, quando è in gioco la salute?…

Così Mario Soldati, era il 1962, inquietante vero?

4 Responses to “Mario Soldati, un altro libro di cucina? Oggi?”

  1. attoadivenire scrive:

    Purtroppo Michelangelo sono passati molti anni e “sembra” che nulla sia cambiato.
    Il grosso problema secondo me è che da più di 50 anni in questo paese si sta aspettando (o perlomeno io ecco) una rivoluzione culturale.

  2. Chiara Soldati scrive:

    Mi capita di sfogliare spesso ” Vino al Vino” e mi colpisce ugualmente la profetica opinione su tanti vini, tanti territori e tanti produttori…. a me caro il pensiero che il cugino Mario dedicò a mio padre e alla nostra cantina nel 1972
    “ L’importante è il vino, e finora non se ne può dire che bene. Ma più importante è l’uomo, l’augurio è che l’intelligenza industriale sia così intelligente da non sopraffare mai il cuore artigianale”.

    • lastanzadelvino scrive:

      Leggendo quell’introduzione mi ha colpito l’incipit “Un altro libro di cucina? Oggi?… a dire che già c’era una saturazione nel 1962, questa cosa mi ha fatto sorridere pensando a cos’è successo cinquant’anni dopo, all’orgia di chef e programmi di cucina in televisione. De La Scolca, Mario Soldati ne sarebbe orgogliosissimo è andata come auspicava :)

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