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Seconda e ultima parte del viaggio in verticale, adesso tocca al Quartara di Mario Mazzitelli e al Soave Castelcerino di Rocca Sveva.

 

Vinitaly 2014 – Verticale Quartara Colli di Salerno IGT – Lunanarossa Vini e Passione- Degustazione condotta da Mario Mazzitelli  

Il Quartara, per quanto mi riguarda, è uno dei vini bianchi più espressivi degli ultimi anni, non potevo quindi perdermi la verticale organizzata a Vinitaly dal vignaiolo che lo fa, Mario Mazzitelli. Deriva da uve Fiano dei Colli di Salerno in purezza, vinificato con una lunga macerazione sulle bucce. La fermentazione avviene all’interno di otri di terracotta interrate dette appunto Quartare. Gli otri di 250 litri vengono riempiti con l’uva appena diraspata e, una volta partita la fermentazione naturale, richiuse con coperchi di terracotta studiati per permettere la fuoriuscita dell’anidride carbonica fermentativa. Dopo tre cicli di riempimento una parte del vino nuovo viene lasciato a riposare nelle Quartare con le sue bucce e le sue fecce nobili e poi travasato e passato in botti di legno grande. Dopo ulteriori 9 o 10 mesi di affinamento viene imbottigliato senza filtrazioni.
Annata 2011: Che meraviglia di colore! Mario Mazzitelli fa un uso sapiente dell’anfora e il vino trova il giusto equilibrio tra argilla e legno. Al naso belle note di frutti tropicali, agrumi e spezie; in bocca è avvolgente e rotondo sorretto da una bella acidità.

Annata 2010: Altra annata interessante per il Fiano. Al naso note di noce ma anche arachide, frutta candita e fieno. In bocca ha una bella sapidità. Rispetto al 2011 è ancora più caldo ed intenso. Si sa, vini così hanno bisogno di tempo per esprimersi.
Annata 2009: grande vino, inutile girarci intorno! Il naso si arricchisce di note di pino, chinotto, torrone, foglia di tè. In bocca si sente tutta la complessità. L’acidità ti fa capire che il tempo per berlo può essere adesso ma anche tra cinque anni; in quel caso sai che ad aspettarti ci sarà un vino sublime. Il mio preferito!
Annata 2008: annata molto calda. Al naso la frutta tropicale è matura e poi spezie, chinotto ma anche delle note terrose. In bocca ha ancora una bella freschezza ma lo trovo meno penetrante rispetto alle annate precedenti.

 

Vinitaly 2014 – Verticale Soave Superiore Classico DOCG Castelcerino Rocca Sveva – Cantina di Soave- Degustazione condotta dall’enologo Giancarlo Piubelli

Rocca Sveva con il Castelcerino fa un Soave davvero interessante e il viaggio tra 5 annate non fa che confermare questa impressione. Il paradosso e che abbiamo degustato annate non più in commercio, infatti Rocca Sveva è sul mercato con la 2012. Capisco le ragioni commerciali ma non posso rassegnarmi a questa logica e per quanto potrò fare nel pio piccolo continuerò fino allo stremo la battaglia a favore dei vini bianchi longevi. Alcune uve a bacca bianca, e la Garganega è una di queste, non temono il tempo (è ovvio con i dovuti distinguo), tant’è che il 2007 che ho degustato lo berrei tranquillamente oggi e non avrei nemmeno alcun problema ad abbinarlo.

La zona di produzione di questo vino ottenuto per l’80% da uve Garganega e per il restante 20% da uve Trebbiano di Soave, è di circa 50 ettari nel cru Castelcerino con vigneti situati a 250-300 mt di altitudine. La maturazione avviene in acciaio per 9 mesi e si completa per altri 3 mesi in bottiglia.

Annata 2011: annata molto calda. Ah la Garganega, quanto mi piace! Un bel naso aggrumato, citrino direi e poi salvia. In bocca ha una bella acidità, è pimpante. Sarò noioso ma non mi capacitò come un vino così non sia più in commercio, sfido ad assaggiarlo alla cieca, molti diranno che è un 2013 senza problemi.

Annata 2010: annata fresca con forti piogge a settembre. Si sente subito che rispetto al 2011 il naso è meno d’impatto ma poi pian piano si svela verso note vegetali accentuate. In bocca però è rotondo ma non ha la forza del 2011.
Annata 2009: altra bella annata. Fresca nella parte iniziale ma calda agosto e settembre senza grandi fenomeni di piovosità. Il naso ha note di frutta matura e vegetali. In bocca è potente, si direbbe irruento, deve trovare un suo equilibrio, considerando che è da cinque anni in bottiglia, direi un grande pregio.

Annata 2008: annata calda. Purtroppo abbiamo aperto due bottiglie ma non c’è stato niente da fare, l’ossidazione ha vinto in entrambi i casi.
Annata 2007: annata caldissima come il tono di questo vino del resto! Bellissimo naso di frutta matura ma poi anche vegetale. In bocca è di grande piacevolezza per poi finire con gradevoli note di mandorla amara: Il mio preferito assieme al 2011.

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