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10271547_10202817337868215_7979403192850982396_nAsolo la “città dai cento orizzonti” così definita dal Carducci perché ovunque si getti lo sguardo tra i palazzi si apre uno scenario nuovo e inatteso.

Asolo Borgo d’Italia tra i più belli, appoggiato con dolcezza sui colli.

Asolo avvolta dalla storia, florida in epoca romana, splendente sotto il dominio della Serenissima.

Asolo ammaliatrice di umanità talentuosa: Il poeta inglese Robert Browning, la divina del teatro Eleonora Duse, il compositore Gian Francesco Malipiero, la scrittrice e viaggiatrice inglese Freya Stark.

Asolo teatro per gli incontri d’amore segreti del tormentato D’annunzio con la musa Eleonora (o almeno a me piace immaginarla così).

Asolo terra di piacere per tutti i cinque sensi e naturalmente non poteva mancare il vino per accompagnare tutta questa bellezza! Prosecco? Certo, ma fughiamo subito eventuali fraintendimenti: la DOCG Asolo Prosecco Superiore non è la sorella minore della DOCG Conegliano Valdobbiadene Superiore, anzi, qui la Glera si esprime con una personalità tutta sua, magari meno esuberante, ma priva di certi barocchismi di alcuni prosecchi di Valdobbiadene. 10300084_10202817358868740_9142030317976379431_nUn esempio? Il “Cuvée Indigene” di Lorenzo Palla (Loredan Gasparini) che nasce dalla selezione delle migliori uve di un vigneto del 1969 denominato “Vigna Belvedere”e poi, non dimentichiamoci che dalla vicina Caerano San Marco arriva il Prosecco Colfòndo Bele Casel di Luca Ferraro; la storia recente di quel vino l’ha fatta lui, nessuno si senta offeso. Una terra fortunata questa, con grandissime potenzialità non ancora sfruttate del tutto. Come non ricordare che già nel 1300 i vini del Montello e Colli Asolani venivano tassati per un terzo di più del normale, vista la loro grande qualità o che uno dei più grandi Bordolesi italiani di sempre, Il Venegazzù Riserva “Capo di Stato” di Loredan Gasparini arriva proprio da qui? 10308189_10202817341188298_7726051242207491905_nNaturalmente c’è anche tanto altro nel comprensorio di Asolo, un territorio che vuole crescere, sperimentare, esplorare, scoprire e riscoprire, proprio come fece nel ‘900 l’illustre concittadina Freya Stark e allora che queste sue parole siano di buon auspicio per tutti produttori del Montello e Colli asolani: “ C’è un momento bellissimo, quando avvisti da lontano la meta del tuo vagabondare: ciò che hai vissuto nella tua immaginazione improvvisamente diventa parte della tua realtà. Non importa quanti metri, quanti fiumi o quante strada polverose ci siano tra te e quel luogo: ora è tuo per sempre”.

Prossimamente le degustazioni di Asolo Wine Tasting 2014

2 Responses to “I Cento orizzonti dei vini del Montello e dei Colli Asolani”

  1. Luca Ferraro scrive:

    Grazie mille per le belle parole
    Luca

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