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10366261_10202817351548557_246359422761553124_nL’Asolo Wine Tasting è stata una ghiotta occasione per approfondire la conoscenza dei vini del Montello e Colli Asolani. La manifestazione è iniziata con una cena speciale nella terrazza dello storico e fascinoso Hotel Al Sole di Asolo. Di scena la cucina della grande tradizione veneta interpretata sapientemente dagli chef Marco Bonotto (Osteria Ristorante Jodo), Luca Perrazzelli (il padrone di casa) e Nino Baggio (Locanda Baggio). Interessanti i vini in abbinamento su tutti il Manzoni Bianco 2012 di Emilio Sartor, una gran bella sorpresa a conferma delle potenzialità di questo vitigno nato dall’incrocio tra Riesling Renano e Pinot Bianco. La cena, grazie alla cantina Pat del Colmèl, è stata anche un ‘occasione per conoscere l’antico vitigno autoctono Recantina. Un’uva a bacca rossa coltivata da quasi quattro secoli nel trevigiano, ma scomparsa già ad inizio Novecento. Un sapiente lavoro di ricerca condotto dalla dottoressa Severina Cancellier, dall’Istituto Sperimentale per la Viticoltura e da un manipolo di appassionati, ha permesso, il ritrovamento, sulle colline di Castelcucco, del vitigno “Recantina Forner, così chiamato dal cognome della famiglia che vi abita, proprietari appunto della cantina Pat del Colmèl. 10003943_10202817347748462_7251657237221555657_nUna produzione sparuta, circa quattromila bottiglie ma destinata a crescere visto il coinvolgimento anche di altri produttori che hanno iniziano a crederci. Ad Asolo Wine Tasting si è parlato anche di un altro vitigno autoctono raro che ha destato curiosità, si tratta dell’uva “Rabiosa” o “Rabbioso”. Vitigno a bacca bianca di origine antichissime e poi dimenticato già verso la fine dell’ottocento. Simile alla Durella dei monti Lessini ma che nei colli asolani ha però sviluppato una sua identità ben precisa, adattissima, vista la spiccata acidità, per lo charmat ma anche per il metodo classico, staremo a vedere gli sviluppi.

 10366264_10202817361668810_5738032564644503919_nAsolo Wine Tasting – il Prosecco Asolo Docg

Cinque tipologie per degustare il Prosecco Asolo Docg nelle sue varie declinazioni:

 Tenuta Baron Asolo Docg Prosecco tranquillo 2013: Naso delicato di mela e fiori di acacia, in bocca ha una bella freschezza ed una sapidità invitante. Un vino esile; come tipologia inesistente dal punto di vista del mercato, ha però una sua piacevolezza.

Bele Casel Asolo Prosecco Docg Colfòndo 2012: Naso leggiadro, citrino e aggrumato, di grande pulizia olfattiva ed eleganza (si bevono dei Colfòndo davvero nefandi, vero Paolo Ianna?); in bocca la nota citrina è accentuata che chiude con una bella nota amarognola di grande piacevolezza. Sarò noioso ma lo ribadisco: è il Colfòndo di riferimento c’è poco da fare e da dire.
Montelliana Asolo Docg frizzante Extra Dry: se il Prosecco fermo non riscuote l’interesse del mercato, il frizzante invece va, piace! Al naso note di glicine e mela, melone. In bocca è di bella morbidezza, davvero una scoperta, sbarazzino.
Giusti Dal Col Prosecco Superiore Asolo Docg Brut: Fiori di acacia, tiglio, mela. In bocca è setoso e avvolgente. Molto, molto interessante!

Ghisolana Asolo Prosecco Superiore Docg Extra Dry: naso tipico di fiori di acacia, tiglio, mela e pera. C’è una nota di leggera tostatura che mi destabilizza. Da riassaggiare.
Bedin Asolo Prosecco Docg Dry 2013: Naso intenso, glicine e acacia, rosa. Ma è la bocca che stupisce per l’equilibrio. Il bicchiere che non ti aspetti.

 

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