Feed on
Posts
Comments

1658341_10204051076990922_3755032267562995349_oIl momento di culto a “Cult 2014” arriva quando, sul finire del pomeriggio, mi ritrovo a parlare (soprattutto ad ascoltare) con due istituzioni del mondo del vino italiano: Rocco Lettieri e Giuseppe Meragalli. Si stanno scambiando pareri e raccontando aneddoti; ed è davvero formativo per un pivello come me starli ad ascoltare. La conversazione si svolge al centro della sala, giusto a metà strada tra i banchi d’assaggio della Cantina di Terlano e Argiolas, lo Yin e Yang del vino italiano; a significare che c’è un legame tra le storie e le persone del vino, in un rapporto di complementarità. Quest’anno il Merano Wine Festival giocava al rialzo con un programma ricco e intenso e che vedeva proprio in Cult il suo apice. Helmut Kocher ha voluto ricordare la storia del vino italiano di qualità che, senza ombra di dubbio, è stata scritta dai produttori presenti al Pavillon des Fleurs. Giova ricordare che trattandosi di una selezione personale di 41 cantine effettuata dal curatore del Merano Wine Festival magari qualche nome è mancato, ma in linea di massima il Parterre de rois era davvero notevole. La selezione effettuata da Kocher parte dal presupposto che spesso nel marasma dell’informazione vinicola, magari assoggettata alle mode del momento, si tende a dimenticare quei produttori e vignaioli che hanno mostrato al mondo la grande vocazione della viticoltura italiana. Recuperare la storia quindi, ma non solo: parlare anche del presente e soprattutto del futuro, attraverso il vino o meglio 3 vini che ogni produttore poteva portare in assaggio, giusto per ricordarci da dove sono partiti e dove stanno andando. È facile intuire che c’era il rischio di incappare in vini straordinari e così è stato. L’ elenco delle eccellenze bevute sarebbe lunghissimo per questo motivo, in linea con il filo conduttore della manifestazione, ma senza rispettare l’ordine temporale, ho pensato di scegliere tre vini (anzi due vini e un produttore).

Cà del Bosco Franciacorta Dosage Zerò Noir 2001: La Franciacorta che vorrei trovare in ogni bottiglia, sempre. Pura eleganza e bellezza e profondità del sorso.

Edy Kante Malvasia Istriana 2001 in magnum, purtroppo non più in commercio. Le due facce del Carso: struggente bellezza del paesaggio, sferzata del vento di bora; in fondo l’espressione della complessa personalità di Edy Kante.

Walter Massa, genio assoluto, irripetibile, accompagnato come sempre dal prode scudiero Pigi. Di Walter cito tutti i vini, il Derthona Colli Tortonesi Timorasso 2011 e il Derthona Costa del Vento Colli Tortonesi Timorasso 2008 in magnum, ma su tutti una straordinaria Barbera, la Monleale Bigolla Colli Tortonesi 2004.

 

 

 

 

 

4 Responses to “Cult 2014: passato, presente e futuro del vino italiano al Merano Wine Festival”

  1. rocco lettieri scrive:

    Caro Michelangelo, ciao.
    E’ stato molto interessante la degustazione che abbiamo fatto insieme a CULT.
    Una bella occasione per scoprire come i vini italiani (bianchi e rossi) sanno tenere …il tempo.
    Grazie per il tuo scritto. Rocco Lettieri

  2. walter massa scrive:

    io NON sono un un genio.
    semplicemente sono un’ASSOLUTO perché nascendo ed avendo avuto l’opportunità di sopravvivere, vivendo sulle mie colline, cimentandomi nella mia pianura, sfogandomi sulle mie montagne, rilassandomi nelle mie valli ho avuto LA FORZA DI CREDERCI, sono qui, a leggermi ed a crederci.
    POPOLO DEL WEB; ci siete in trenta? almeno trenta sono pure i miei amici coltivatoriproduttoricoccolatoriimbottigliatori di barbera e timorasso nei comuni del circondario di tortona, avendone il piacere, organizzatevi x interviste e blog aziendali.
    w la vita
    ciao walter

Leave a Reply