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Giugno 2015, ritornare a casa dell’amore, da un primo amore, dopo tanto tempo. Tutto comincia nel Dicembre 2002: un giornalista del Gazzettino chiede a Gino Veronelli di fare i nomi di vini che nel corso dell’ultimo anno l’avessero impressionato di più, nella rosa compare un friulano, il Collio Bianco Zuani 2001 di San Floriano. Prendo subito appunti anche perché Zuani sembra nome nuovissimo. Basterà qualche ricerca per scoprire che si tratta del neonato progetto di vita e di vino di Patrizia Felluga e dei suoi figli Caterina e Antonio Zanon. Il luogo delle vigne è Giasbana, nel Collio, a una manciata di metri dal confine Sloveno. La cantina si trova proprio sul cucuzzolo di una collina circondata dai vigneti di Tocai Friulano, Chardonnay, Sauvignon e Pinot Grigio che sono poi i vitigni che costituiscono l’uvaggio dei due soli vini che Patrizia, Caterina e Antonio producono: il Collio bianco Zuani Vigne che fa solo acciaio e la riserva Zuani Zuani affinata in botticelle di rovere francese. Non passerà molto tempo da quella dritta di Veronelli per incontrare Patrizia Felluga e i suoi vini: marzo 2004, in una enoteca della provincia veneziana, un’emozionata Patrizia presenta il Zuani Vigne 2003 e Zuani Zuani 2001, la prima riserva in pratica. Quei bicchieri di Collio mi stregarono, così ricchi di fascino e unicità e da allora quella cantina fu uno dei miei punti fermi. Tu la cantina Zuani la conosci? Lo dico a tutti quando ci scambiamo nomi di vignaioli in giro per l’Italia e qualcuno mi domanda del Collio. Poi, in una giornata di giugno di una bellezza esagerata, un ritorno. Il tempo passato adesso racconta della vendemmia 2014 del Zuani Vigne e della 2012 del Zuani Zuani riserva. La verde età del Zuani Vigne non porti però alla facile litania che la gioventù faccia sprecare il vino, lo spessore c’è tutto, già adesso; è solo un modo diverso di bere. Poi Patrizia apre il 2011, poi il 2007 e capisci che solo il tempo è in grado di collocare questo vino nella giusta dimensione di bellezza a cui appartiene. Il Zuani Zuani 2012, invece, è già raffigurazione emblematica del Collio che vorrei sempre trovare nel bicchiere. Dopo il ritorno all’amore non c’è altro che l’amore.

3 Responses to “Ritorno da un primo amore, i vini della cantina Zuani”

  1. Donatella Briosi scrive:

    Splendido report su due vini decisamente indimenticabili.
    Grazie Michelangelo, confermo e condivido ogni parola.
    Mille super complimenti a Patrizia Caterina ed Antonio!

  2. Rosa Celeste scrive:

    FRIULANO(TOCAI)

    Col mio corteo di sogni
    Passavo nella nuvola distratta del dormiveglia
    E ti rivedevo muletto acerbo e scanzonato
    -gambe tese come forcelle di fionda
    e braccia imporporate-
    Eri in vendemmia alla stillante vite settembrina
    Muletto
    “flos vini” che ti rassomiglia
    nel corpo asciutto e nervoso
    nei tuoi dentini di mandorla amaretta
    nei rèfoli dei tuoi sorrisi,svelti ed essenziali.

    Muletto
    “flos vini”
    il Tocai è tuo
    e nessuno te ne contesta il dominio.

    Tratta dal mio libro VINO AMORE E POESIA

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