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Paolo Rivella

Capita di avere la buona sorte di assaggiare, grazie a Claudia Vincastri, Donna del Vino e titolare della bottiglieria Sfriso di Portogruaro, le nuove annate dei vini della Tenuta San Guido: Le Difese 2014, Guidalberto 2014 e naturalmente il mito Sassicaia, qui nel millesimo 2013, vini distribuiti storicamente dal Gruppo Meregalli. Nella stessa degustazione capita anche di scoprire che Meregalli, qualche anno fa, ha acquistato in Maremma la Tenuta Fertuna. Se poi quella degustazione la conduce Paolo Rivella, winemaker e amministratore delegato di Fertuna, l’occasione  pone l’obbligo di fargli qualche domanda per saperne di più su questo progetto.

Paolo come arrivi a Tenuta Fertuna? Come e perché nasce questo progetto assieme al Gruppo Meregalli.

La mia avventura a Tenuta Fertuna comincia fin dall’inizio dal 1997 , anno in cui il vino attraversava momenti di splendore . La ricerca di nuovi territori di Toscana pressoché “vergini” ci ha affascinato fin da subito . Fu così che lasciai il Chianti Classico per spostarmi in Maremma per seguire da subito la scoperta dell’areale perfetto . La famiglia Meregalli e la mia, cominciarono assieme questa avventura . Concettualmente erano due famiglie che assieme avrebbero potuto far molto , noi Rivella vignaioli ed enologi da sempre e i Meregalli grandissimi conoscitori di mercati enoici e di eccellenze . Così è nata Tenuta Fertuna , un’azienda di moderno concetto in un territorio dal grande potenziale.

Durante la degustazione ho molto apprezzato il Lodai 2012 (Cabernet Sauvignon) ma a destabilizzarmi, in senso positivo, è stato il il Messiio 2012; tra l’altro, nome non fu mai più azzeccato, perché “Colui che verrà” rappresenta a pieno questo vino, oggi scalpitante e in cerca di equilibrio ma sicuramente affascinate e di grande prospettiva, raccontami di lui.

 Messiio come tengo sempre a spiegare “il vino che verrà “ dall’assonanza con Messiah , è la nostra perla , il nostro cru . Nato nel 2003 da vitigni che si accingevano ai 5 anni di età , si è sempre dimostrato di gran carattere . All’inizio era un taglio complesso con molti vitigni , c’era il Merlot , il Cabernet Sauvignon il Sangiovese e il Syrah . Con il tempo il taglio è andato sempre più a privilegiare il Merlot che nel nostro territorio si esprime in maniera eccelsa . Messiio è sempre stato un vino di piccole tirature tra le 4000 e le 12000 bottiglie ed anche quello che ha ottenuto i migliori riconoscimenti .

 Dall’annata 2012 il Messiio diventa Merlot in purezza, ti chiedo il perché di questa scelta. Un vitigno che a Bolgheri ha dato risultati straordinari e vini di culto e nella Maremma Grossetana?

Messiio nel 2012 è divenuto DOC Maremma Toscana Merlot e con questa nuova appellazione si pregia di essere composto nella sua totalità da Merlot . Perché Merlot? Merlot in purezza perché il sole il clima e la sua astrazione a grande vino di fascino ci ha posseduto e ci ha spinto a credere che possa correre da solo . Questo uvaggio matura prestissimo nel nostro territorio e raggiunge una maturazione fenolica molto spinta. Il colore intenso il profumo profondo arricchito dalla sua completa vinificazione in legno lo rende un vino destinato al lungo periodo di invecchiamento . Vogliamo che Messiio sia un maratoneta per andare lontano e non uno sprinter , bisogna capire che il suo carattere piacione ed irruento ha bisogno di un po’ di saggezza .

One Response to “Tenuta Fertuna, il vino che verrà”

  1. Dalmazio Pati scrive:

    Ciao a voi, mi sono apprestato anch’io ad assaporare o degustare il tanto discusso Messiio 2012 e che io sinceramente ho avuto dubbi in riguardo. Annata 2012 stappata con largo anticipo e seguita passo passo fino ad aspettare la completezza di un vino che non e’ arrivata mai nemmeno nell’ ultimo bicchiere sorseggiato ben sei ore dopo.Un merlot in purezza in questo caso per me in dubbio, la freschezza dello stesso come anche quell’inconfondibile sentore di susina nel merlot non c’era non arrivava, il merlot anche negli anni conserva quella nota quasi di marmellata. La sorpresa inaspettata di un merlot secco con invadenti sentori terziari a tratti molto legnosi dovuti a parer mio ad un eccessivo uso di legno e’ il sospetto scomodo che vi fossero altri vitigni a concorrere nell’annata 2012. Ho ancora qualche bottiglia, faro in modo di aprirne contemporaneamente un paio, cosi da cercarne la qualita’ tanto elogiata. Salute, alla prossima. Dalmazio Pati

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