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Slawka G. Scarso

Con Slawka (Suafca) G. Scarso condivido uno dei  ricordi più belli legati a questa mia passione per il vino. Era il 2012 ed era di maggio. Davide Bonucci, coadiuvato dall’indimenticato e indimenticabile Simone Morosi, convoca un manipolo di blogger e giornalisti per approfondire le potenzialità della Vernaccia di San Gimignano confrontandola con alcuni vini bianchi italiani e non solo. Naturalmente si va oltre. L’incontro diventa happening ed infine  festa. Oltre ai paladini della Vernaccia di San Gimignano (Mattia Barzaghi, Alessio Logi, e altri) ci sono anche due  fuoriclasse assoluti come Walter Massa e Giovanna Maccario: Walter per raccontarci la sua idea di Timorasso e Giovanna perché, dopo tanti bianchi, i suoi magnifici Rossese erano il giusto corollario per quella memorabile giornata . Si beve, si discute, c’è amicizia e condivisione. Da allora con Suafca non ci siamo incontrati tanto spesso; Vinitaly e poche altre occasioni, comunque l’ho sempre seguita nelle sue fatiche letterarie non solo legate al vino. Alla vigilia dell’uscita della seconda edizione di Marketing del vino, la prima, che tanto successo ha avuto era del maggio 2014, mi sono reso conto che c’era l’urgenza di ritrovarla, cogliendo l’occasione  per rivolgerle alcune domande.

Sono passati quasi tre anni dalla prima edizione di Marketing del vino, adesso sta per arrivare la seconda: Com’è cambiato, nel frattempo, il mondo del vino?

Credo si stia manifestando una tendenza all’accorpamento. Una dozzina d’anni fa, quando mi sono affacciata per la prima volta a questo mondo, di gruppi del vino in Italia ce n’erano pochissimi, oggi è più comune. E capita anche che ci siano aziende magari straniere che investono in Italia. Anche tra le aziende di cui ho parlato nella prima edizione qualcuna è cambiata di proprietà. Segnale preoccupante? Non saprei, forse è più il segnale che anche in un settore come questo, legato alla terra che pretende ritmi lenti, si deve comunque stare attenti a come evolve il mondo attorno a noi. Nessuna azienda è un’isola a se stante. Tutti noi nel settore, aziende, professionisti, consulenti e blogger dobbiamo avere coscienza di ciò che c’è attorno. E i cambiamenti spesso sono più veloci di quanto la vigna non ci abbia abituato a pensare.  Al tempo stesso le piccole aziende credo siano più coscienti del loro ruolo di nicchia e stanno lavorando bene per valorizzarlo. Penso a progetti come FIVI, ad esempio. Speriamo solo non soffochino sotto il peso della burocrazia.

 Quali sono le principali novità della seconda edizione di Marketing del vino e, visto il successo della prima edizione, quali obiettivi ti sei data.

Rispetto alla prima edizione ho cercato di approfondire ulteriormente la prima parte, quella relativa al marketing “tradizionale”. Inoltre ho prestato maggiore attenzione all’e-commerce, che dalla prima edizione si è andato ulteriormente sviluppando, così come alle evoluzioni nei vari social network – incluso Vivino, che quando uscì il libro non aveva ancora la risonanza di oggi. Inoltre ho aggiornato tutti i casi aziendali. Alcuni sono gli stessi, con dati attuali, altri sono nuovi. Come nella precedente edizione ci sono aziende piccole e grandi, strade del vino che lavorano bene (un’eccezione, ahimè), consorzi di tutela virtuosi e anche progetti di e-commerce come Vinix.  La prima edizione mi ha dato grande soddisfazioni e una credibilità che da solo il blog non mi poteva dare. Oggi ad esempio se faccio parte del corpo docenti del master in Vini italiani e mercati mondiali al Sant’Anna di Pisa, è anche grazie a questo libro. Per il futuro… Spero si riesca a tradurre il volume. Tradurre un libro dall’italiano in altre lingue è complesso e per niente scontato, anche quando un libro va bene, ma insomma, incrociamo le dita.

 Qual è Slawka lo stato dell’arte dell’informazione enogastronomica italiana on line? In particolare mi interessano I blog (scusa per il termine obsoleto).  A me sembra che abbiano perso il dinamismo che avevano qualche anno fa o per lo meno quasi tutti i blogger (scusa ancora) storici non scrivono più o centellinano i loro interventi. Jacopo Cossater, ad esempio, ha scelto la strada della newsletter. Sinceramente non trovo confortante tutto ciò, perché sono assolutamente convinto che dei blogger (sono recidivo) seri e preparati il mondo del vino abbia maledettamente bisogno; naturalmente come facilitatori, senza nessuna velleità di influenzare chicchessia,  tu come la vedi?

Condivido la tua sensazione. E anzi mi includo nel gruppo di quelli che scrivono di meno anche se nel mio caso il motivo principale è dato dal fatto che sto scrivendo molto anche altrove. Credo che i blog abbiano subito il colpo dei social network che se da un lato aiutano a rendere più visibili i contenuti, dall’altro hanno spostato e disperso la conversazione: quando commenti un post, oggi, è più facile che tu lo faccia direttamente su Facebook, e non sul blog. Però, un po’ come il sito, credo che il blog resti un punto di riferimento. I contenuti che pubblichiamo sui social scorrono velocemente e si perdono. Quelli che pubblichiamo sul nostro blog saranno più fruibili anche in futuro. Anche quando questo o quel social network sarà passato di moda.  Di positivo c’è che alcuni italiani stanno iniziando a scrivere anche in inglese, a raccontare il vino italiano anche fuori dai nostri confini, ma da un punto di vista da “insider”. Anche blogger agli esordi. È la direzione che voglio prendere anch’io ora – e anzi lo scrivo proprio come scommessa con me stessa, perché ora dovrò onorare un proposito detto ad alta voce

Marketing del Vino – Seconda edizione

Quello del vino è uno dei settori trainanti del Made in Italy e dell’agroalimentare, un settore con grandi potenzialità di crescita che sta vivendo negli ultimi anni anche un’ulteriore evoluzione dell’offerta enoturistica. Se il mercato domestico è già maturo e richiede nuove strategie per emergere rispetto alla massa, soprattutto ora che le guide del vino influiscono meno sul mercato, i mercati internazionali, richiedono iniziative capaci di raggiungere consumatori e importatori anche molto distanti. Chi opera in questo settore deve quindi dotarsi di strumenti innovativi per affrontare il mercato nel modo più efficiente. In particolare, sfruttando i nuovi media oggi anche una piccola azienda vitivinicola può guadagnare visibilità per promuovere sia i propri prodotti sia i servizi di accoglienza. Questo libro è un compendio che, partendo dalla teoria, vuole andare oltre offrendo consigli pratici ai piccoli e grandi produttori, prendendo spunto da esperienze concrete per dare al lettore esempi utili da seguire e applicare alla propria realtà. Al tempo stesso il volume può essere uno strumento utile anche alle tante altre figure che oggi cercano di completare la propria preparazione nel settore: dagli agenti e rappresentanti agli enologi e agronomi, fino agli studenti dei corsi di marketing del vino e wine business.

Edizioni LSWR  – Pagine 300 – prezzo 34,90

Slawka (Suafca) G. Scarso

Consulente in comunicazione enogastronomica e delle arti e docente di marketing del vino e strategie online applicate al vino presso la LUISS Business School (corso di alta formazione in Food & Beverage Management), l’Università di Salerno (corso in Wine Business), la Fondazione Edmund Mach (Master in Wine Export Management) e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (Master in Vini Italiani e Mercati Mondiali). Ha collaborato a numerose testate specializzate tra cui BibendaDuemilaviniBargiornaleViniTigulliovino e tenuto docenze in vari corsi sul marketing del vino e del turismo, in Italia e all’estero. Dal 2005 cura il blog Marketingdelvino.it che si occupa di vino, agroalimentare e turismo e della loro comunicazione, online e offline. Nel 2010 ha pubblicato per Castelvecchi Editore il vino a Roma, guida alle migliori aziende vinicole del Lazio e ai locali dove bere bene nella capitale. A ottobre 2011 ha pubblicato, sempre per Castelvecchi Editore, Il vino in Italia, regione per regione guida narrata al turismo del vino. È una guida narrata, in cui si raccontano le storie di un centinaio di produttori visitati durante il 2011 in giro per l’Italia, scelti soprattutto tra aziende a conduzione familiare. Nel 2014 ha pubblicato il manuale Marketing del vino, Dalle etichette ai social network,la guida completa per promuovere il vino e il turismo enogastronomico per edizioni LSWR. Nel 2015 ha pubblicato Marketing del gusto, una sorta di spin off di Marketing del vino, scritto assieme a Luciana Squadrilli e uscito sempre per Edizioni LSWR. Scrive anche narrativa. Nel 2014 è uscita la racconta di racconti noir e umoristici Mani buone per impastare per Blonk. Tra il 2014 e il 2015 sono usciti anche tre brevi gialli nella collana di letture graduate Giallo all’Italiana di Difusiòn – Casa delle Lingue intitolati: Il drappo scomparso, Il kimono di Madame Butterfly e Barocco siciliano.

2 Responses to “Esce la seconda edizione di Marketing del Vino, ne parliamo con l’autrice Slawka G. Scarso”

  1. Enodron scrive:

    Un’intervista fantastica! Ricca di spunti e riflessioni.

    Ti ringrazio per l’articolo

  2. lastanzadelvino scrive:

    Grazie a te per la gentilezza.
    saluti

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