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182628835_10222434636568422_5184785087422115655_nSi dice che la pandemia rivoluzionerà il mondo degli eventi del vino, probabilmente in maniera strutturale. Quali saranno le modalità e le implicazioni di questo cambiamento epocale lo scopriremo nei prossimi mesi/anni. Eppure, nonostante la realtà sia ben nota, un filo di ansia mi assale ogni qual volta sento questi discorsi e in cuor mio spero sempre che si tratti di una sorta di millenarismo diffuso. Non posso immaginare, ad esempio, che durante l’Anteprima del Chiaretto a Lazise non potrò più bermi un calice di vino rosa lungolago, scambiando impressioni con i colleghi mentre il sole va giù, in un tramonto mozzafiato di una primavera anticipata. Adesso, almeno per quest’anno, la dodicesima Anteprima è racchiusa tutta in una scatola contenente 50 campioni di Chiaretto di Bardolino ricondizionati da Vignon in bottigliette di vetro del contenuto di 5 cl, più o meno il quantitativo servito nelle degustazioni professionali. Il primo dubbio che potrebbe sorgere, prima di approcciarsi alla degustazione, sta nella tenuta del vino in questo micro-contenitore di vetro. In realtà il Consorzio non ha lasciato nulla al caso. Prima della spedizione dei campioni alla stampa nel formato Vignon, è stato avviato un percorso di sperimentazione iniziato nel mese di settembre 2020. Prove e assaggi incrociati tra i Chiaretto ricondizionati nelle bottigliette e lo stesso vino proveniente dalla bottiglia in formato classico da 0,75 l. Sono stati fatti confronti di assaggio con le bottiglie originali per due mesi, ovvero a distanza di una settimana, di quindi giorni, di un mese e di due mesi dal ricondizionamento. Alle prove d’assaggio hanno partecipato oltre alla struttura del Consorzio di Tutela, l’enologo dell’azienda che ha prodotto il vino e il produttore stesso. Nessuno del panel, in degustazione alla cieca, ha saputo riconoscere se il campione provenisse dalla Vignon oppure dalla bottiglia classica, ergo garanzia assoluta della qualità della campionatura.

La dodicesima edizione dell’anteprima Chiaretto non verrà ricordata solo per le Vignon, ma anche perché dal 12 aprile 2021, con l’approvazione del nuovo disciplinare, l’etichetta potrà contenere la dicitura Chiaretto di Bardolino. Non solo, il nuovo disciplinare diventa più stringente e introduce l’aggettivo “chiaro” per definire il colore del vino, che pertanto non sarà più solo rosa ma dovrà essere “rosa chiaro”. È evidente che il Consorzio dovrà dare un’interpretazione alla definizione di rosa chiaro anche perché l’obiettivo, come ha detto Angelo Peretti nella videoconferenza di presentazione dell’Anteprima, non è l’omologazione del Chiaretto ma la sua identità. Un crescente numero di aziende produttrici, infatti, ha iniziato a fare “selezioni” di vigneti o di lotti d’uva destinati a un più lungo affinamento in acciaio, anfora e cemento. Va da sé che bisognerà tenere in considerazione il fatto che l’affinamento prolungato produce effetti sulla tonalità colore.

182738546_10222434637448444_8395594877542849716_nCon il nuovo Disciplinare si compie quindi un progetto che ha avuto inizio con la prima anteprima nel 2009, passando per la vendemmia 2014 dove i viticoltori del Chiaretto hanno messo in atto la Rosé Revolution, conferendo al vino un colore rosa molto pallido, note più aromatiche e floreali ed una precisa identità, rivoluzione che è stata ampiamente premiata dai mercati internazionale. Adesso iniziata una nuova fase e il futuro dovrà essere per forza rosa, ne abbiamo bisogno tutti.

La degustazione

Le condizioni climatiche del 2020 hanno consentito un perfetto sviluppo delle componenti aromatiche fruttate delle uve, che per il Chiaretto si traducono in note di agrumi e piccoli frutti rossi. Freschezza e sapidità derivano invece dal microclima del Lago di Garda. Lo stile identitario del Chiaretto di Bardolino si ritrova in quasi tutti i 50 campioni 2020 degustati alla cieca, con in più la presenza di una acidità vibrante. In taluni casi ho trovato i campioni un po’ contratti, d’altronde sono stati messi in bottiglia da poco, ma miglioreranno sicuramente con ulteriore affinamento trovando maggiore equilibrio nei prossimi mesi.

Di seguito i campioni che al momento della degustazione ho trovato più compiuti:

  • Costadoro – Chiaretto di Bardolino Classico 2020
  • Villa Medici – Chiaretto di Bardolino 2020
  • Zenato – Chiaretto Bardolino 2020
  • Zeni 1870 – Chiaretto di Bardolino Classico Anfora 2019
  • Zeni 1870 – Chiaretto di bardolino Classico Vigne Alte 2020
  • Vitevis – Chiaretto di Bardolino Cà Vegar 2020

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