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Gli sport praticati in Italia sono tanti, ma ce n’é uno che più di altri può assurgere all’ambito titolo di sport nazionale, in grado di connotare fortemente un tipo antropologico d’italiano, ed è quello di cambiare idea con la stessa frequenza con cui si cambia la biancheria intima. Tanto per fare qualche esempio in ambito enologico, è successo con la barrique, poi con i Super Tuscan, poi con i vini “convenzionali” all’avvento dei vini naturali ecc.; oggi pare che la stessa cosa stia capitando con la professione del Winemaker. Certo, le idee monolitiche possono anche essere pericolose e reazionarie, ma possibile che questa figura professionale che fino a poco tempo fa era la star indiscussa del panorama enologico nazionale e internazionale, voluta da tutti, sulla bocca di tutti, di colpo abbia perso il suo appeal? Possibile che i Winemaker siano diventati solo quello che i detrattori hanno sempre sostenuto, ovvero i responsabili dell’appiattimento del livello qualitativo dei vini, secondo l’equazione stessa mano stesso vino a qualunque latitudine? Ma è proprio così? Ne ho parlato con Michele Bean, Roberto Cipresso e Luca D’Attoma chiedendo loro di fare il punto sullo stato dell’arte e sulle prospettive future della professione, ecco cos’è emerso:

Terza parte: Luca D’Attoma
L’appellativo winemaker – che  significherebbe “chi fa il vino” –  secondo me è erroneamente attribuito alla figura dell’enologo libero professionista; potrebbe eventualmente  essere usato per indicare l’enologo di cantina , che spesso svolge attività anche manuali, oppure allo stesso produttore di vino (quando ha anche le conoscenze   di Enologia) . L’enologo  consulente, come nel mio caso,  può operare con doppia funzionalità : sia nella gestione del vigneto sia della cantina , ma non esegue materialmente le operazioni di “fare il vino”.
Per molti anni l’ ”enologo Superstar” ha tenuto banco ed intrattenuto chi si occupa di vino sotto tutti gli aspetti ed  i mass media hanno senz’altro contribuito all’ascesa di questa figura, scrivendo ed elogiando vini anche solo per essere stati “fatti” da enologi famosi; senza negare  che questo atteggiamento ha fatto comodo a molti di noi dell’ambiente del vino, ha tuttavia contribuito a provocare l’appiattimento del gusto dei vini: esempi di merlot uguali dal Friuli al Lazio oppure esempi dei Supertuscan , talmente omologati  da non riuscire a capire se la zona di  provenienza  è la Maremma o Bolgheri o Montalcino… Del resto è umanamente impossibile per un professionista acclamato poter seguire capillarmente decine e decine di aziende in tutta Italia e personalizzarne i vini, per cui spesso è stata creata una “ricetta” uguale per tutti, anche per soddisfare le esigenze del mercato, che come sappiamo segue le mode anche per  il vino .
Senz’altro adesso stiamo assistendo ad un ridimensionamento dell’enologo inteso come una star ed, anzi penso che la figura così intesa vada del tutto scomparendo. Questo sarà un vantaggio per tutti coloro che lavorano con passione per il vino, che credono nella valorizzazione del vigneto e nella diversificazione del prodotto enologico.

Biografia di Luca D’Attoma
Luca D’Attoma nasce nel 1964 a Borgo S. Lorenzo (Firenze) e si diploma alla Scuola di Enologia e Viticoltura di Conegliano Veneto nel 1985, come borsista con tesi sperimentale sugli “arresti di fermentazione e riattivazione con scorza di lievito”.
Assolti gli obblighi di leva, dopo aver trascorso un periodo di tirocinio presso l’Azienda Agricola Bellavista in Franciacorta, ha collaborato con la Sartorius Gmbh, occupandosi di microfiltrazione ed analisi microbiologiche.
Fra il 1989 ed il 1992 prosegue l’attività di collaborazione con la Fattoria di Albola nel Chianti Classico, la Fattoria Ponte a Rondolino a San Gimignano e presso la Fattoria Montellori in Chianti.
Già nel 1991 intraprende la libera professione come consulente vitivinicolo presso l’Azienda Agricola Le Macchiole a Bolgheri e Tua Rita a Suvereto in Toscana e in Veneto presso l’Azienda Agricola Cav. G.B. Bertani di Verona.
Nel 1999 fonda la W.E.C. Wine Evolution Consulting, società di consulenza viticola ed enologica, per la quale si avvale di collaboratori specializzati.
Nella sede della W.E.C. – in un ufficio-showroom appositamente attrezzato – Luca D’Attoma organizza incontri tecnici e degustazioni, così come attività di aggiornamento rivolte a colleghi e clienti.

Le foto di Luca D’Attoma sono dell’amico Rocco Lettieri

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