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1441325_10201647235656391_1191141230_nLo scambio di battute di qualche giorno fa con Walter Filiputti, su “La stanza del vino”, mi ha permesso di capire fino in fondo il suo pensiero in merito al futuro dello Schioppettino di Prepotto. Le ipotesi prospettate da Filiputti, che condivido in toto, credo possano stimolare un’ulteriore riflessione con i produttori, approfondendo il dibattito attorno all’avvenire del grande rosso friulano. Riassumo brevemente i punti proposti da Walter Filiputti su cui vale la pena di ragionare con attenzione:

–          Il mercato estero: per affrontare i mercati esteri servono masse critiche sufficienti. Senza una quantità relativamente consistente, la promozione diventa inutile, il vino stesso non gira e gli importatori e distributori non lo prendono in considerazione; per tanto la produzione dello Schioppettino di Prepotto dovrebbe avere almeno una portata di 100.000 bottiglie.

–          L’espianto dei vitigni internazionali: È necessario reimpiantare anno dopo anno, al posto degli internazionali, Schioppettino evitando dispersioni inutili.

–          I “Cru” di Prepotto: immaginare l’area di Prepotto simile a una piccola Borgogna, con pochissime varietà. Al suo interno un’ampia predominanza dello Schioppettino, piantato in base ad un serio lavoro di zonazione.

Le ipotesi prospettate sono affascinanti, auspico che l’Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto, tramite il suo presidente Michele Pavan, si esprima in merito, credo ne valga la pena, c’è in gioco il futuro di un grande vitigno che potrebbe dare, fra qualche decennio, vini importanti, famosi quanto il Barolo o il Brunello di Montalcino. Potrebbe non essere solo un sogno, il dibattito è aperto!

5 Responses to “Schioppettino di Prepotto prove di futuro”

  1. Paolo Ianna scrive:

    Parliamone….Non è facile intervenite sull’argomento, la convinzione che il vino “artigianale” venga sopraffatto da una produzione più importante che potrebbe portare a dei cambiamenti, ci spaventa tantissimo. Ci terrorizza essere annoverati tra quelli che vogliono distruggere un’opera d’arte per sostituirla con una copia in plastica e quindi è più facile dire “piccolo è bello” oppure ” se si produce di più si perde la qualità…”. 100.000 bottiglie per 20/25 produttori non mi sembrano numeri tali da cambiare l’identità di un vino. L’idea di sostituire i vari Cabernet Franc e Sauvignon per far posto allo Schioppettino di Prepotto mi pare una delle proposte più sagge e intelligenti che si siano sentite da parecchio tempo.Cabernet di Prepotto ? Pinot Grigio di Prepotto? Può essere questo un futuro programmabile? Tengo a precisare che in quell’area si ottengono ottimi vini dai vitigni internazionali, anzi alcuni sono pure oggetto di confronto a livello internazionale.
    Walter Filiputti è andato a proporre vini in tutti continenti e conosce le proposte che possono aver successo. Crediamogli, la sua, è l’esperienza fatta sul campo, guardando in faccia gli importatori o distributori, visitati uno per uno dopo aver costruito pazientemente l’opportunità di incontrarli.

  2. Marco Grassi scrive:

    La prima e sottolineo la prima “festa dello Schioppettino ” fu fatta il 30 aprile e 1 maggio 1993 . Fu scelta quella data per tre motivi : il primo perché il 1 maggio è sempre festivo ,il secondo perché è il miglior mese per il turismo austriaco e terzo perché il il glicine che attraversa la facciata della trattoria , è al massimo della sua fioritura , sembrerà strano ma è proprio così ogni anno.
    Invitammo tutti i produttori di Prepotto a fornire lo Schioppettino per la festa .
    Aderirono 25 ,dei quali solo tre avevano la bottiglie con etichetta ,gli altri imbottigliarono e misero le etichette adesive scritte a mano.
    Dei venticinque ,5 avevano lo Schioppettino passito dolce ,una decina diciamo ,morbido ,solo10 l’avevano secco.
    Il successo fu così sorprendente grande che la sera di domenica 1 maggio la chiusura fu fatta dopo le 3 dopo mezzanotte , naturalmente al tempo non c’erano i controlli con l’etilometro, si poteva bere senza essere criminalizzati .

    La Trattoria da Mario fondata da mio padre e mia madre Valma ,hanno fatto la storia di questo locale acquistato 35 anni fa dopo che era chiuso da oltre due anni con precedenti gestioni varie di pizzeria , di pesce eccetera .
    Da un piccolo calcolo in tutti questi anni pensiamo di aver venduto oltre 200.000 bottiglie di Schioppettino ,senza contare quello sfuso.

    Questa è la storia brevemente ,questi sono i numeri ,i singoli pareri o giudizi ,sono soggettivi, sono molteplici , la realtà una sola come lo Schioppettino .

  3. lastanzadelvino scrive:

    Grazier Marco per la bellisima testimonianza!

  4. lastanzadelvino scrive:

    Buongiorno Michelangelo,

    ti devo innanzitutto ringraziare per lo spazio e le riflessioni che stai dedicando allo Schioppettino di Prepotto. Mi scuso, poi per il ritardo con cui rispondo al tuo invito di prendere parte al dibattito sulle considerazioni del dott. Walter Filiputti. Sono altrettanto convinto che questo dibattito possa contribuire a migliorare il nostro percorso Associativo.

    Detto questo, le riflessioni che sono state evidenziate sono sicuramente tutte condivisibili.

    In merito al numero di bottiglie per affrontare i mercati esteri credo che, sulla base dei nuovi impianti di vigneto di Schioppettino di Prepotto, nell’arco di 3/4 anni si possano raggiungere le 100mila bottiglie. A questo proposito va ricordato che ci sono produttori che intendono mantenere lo Schioppettino di Prepotto come una “nicchia” all’interno della loro struttura e produttori che invece ci credono e stanno dedicando sempre più spazio allo Schioppettino di Prepotto.

    Sul discorso della zonazione qualcosa si è già iniziato a fare, ma i tempi per poter dare delle risposte serie e concrete richiede parecchio tempo.

    Per quanto concerne l’espianto di vigneti internazionali a favore dello Schioppettino di Prepotto è un processo già in atto. E’ un processo lento, ma graduale. Va tenuto in considerazione che dal momento in cui si inizia a piantare lo Schioppettino di Prepotto ci vogliono almeno 8/10 anni prima di trovarlo in commercio. E mi spiego: ci vogliono 3 anni prima che il vigneto inizi a produrre, 2/3 anni perchè ci sia un vigneto in equilibrio e quindi in grado di produrre uve di qualità e altri 2 anni, minimo, di affinamento. Quindi si può capire che il percorso intrapreso è un percorso molto lungo e basato sulla forte convinzione delle potenzialità di questo vitigno ormai intrinseco nel DNA dei produttori di Prepotto. In questo processo credo sia giusto permettere alle aziende da mantenere un equilibrio economico e spostare gradualmente l’asse verso lo Schioppettino di Prepotto.

    Mi limito a queste stringate considerazioni, con l’auspicio che qualcun altro intervenga per alimentarla. Grazie

    Un cordiale saluto

    Michele Pavan

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