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33814850_10214087679779719_2309663348263747584_nEnjoy Collio 2018 è stata la seconda edizione di quella che potremmo definire a tutti gli effetti l’anteprima della nuova annata dei vini del Collio; manifestazione che di fatto va ad affiancarsi a tutte le grandi anteprime italiane, in calendario dal mese di gennaio in poi, che accompagnano i giornalisti di tutto il mondo alla scoperta dei nuovi vini del Belpaese introdotti nel mercato. È stato un passaggio davvero importante quello fatto dal Consorzio Collio lo scorso anno che ha consentito di rimettere in circolo aria nuova in una delicata fase di rilancio. Atto coraggioso e anche rischioso ma, di sicuro, premiante, come confermano i dati sulla partecipazione di eno – appassionati e turisti alle degustazioni, alle visite cantina e in generale a tutti gli appuntamenti previsti dal ricco programma di Enjoy Collio Experience 2018.

Tirando le somme di questa seconda edizione emergono con forza due certezze: la qualità assoluta dei Collio Bianco e la longevità come valore fondante per la storia presente e ovviamente futura del Collio. Per la DOCG Collio Bianco si deve fare presto, lo reclama l’elevato livello dei 23 campioni degustati alla cieca che sta a dimostrare come la strada intrapresa lo scorso anno, per l’approvazione del nuovo disciplinare, sia quella giusta e davvero spiace, e preoccupa, constatare che, durante le giornate dedicate alla stampa, ci sia stata meno enfasi ed entusiasmo su questo aspetto. L’idea del Collio Bianco Gran selezione DOCG realizzato con gli autoctoni friulano (dal 40% al 70%) – ribolla gialla (max 30%) e malvasia (max 30%), da mettere in vendita dopo almeno 24 mesi d’invecchiamento, unita alla riconoscibilità della “Bottiglia Collio”, pensata qualche anno fa da Edi Keber, sono un’idea vincente per riposizionare il Collio tra i grandi terroir del mondo; posto che il Collio merita, non solo per qualità ma anche per tradizione, innovazione e pionierismo: non dimentichiamoci che da qui è partita la rivoluzione  che ha cambiato il corso della storia dei vini bianchi italiani.

34111287_10214100496060118_6729458160710451200_nLa seconda certezza è la longevità. È indubbio, che i bianchi del Collio hanno un potenziale d’invecchiamento straordinario, anzi è uno dei veri e propri punti di forza della denominazione; ciò che a 8/9 mesi dalla vendemmia appare in cerca di identità, dopo 5,6,7 anni spesso diventa sublime; non solo, si possono assaggiare vini con 20/30 anni sulle spalle che continuano ad avere freschezza, eleganza e complessità. Perché allora non puntare, anche in una logica commerciale, su questi tesori seguendo l’esempio della cantina di Terlano? Sarebbe un ulteriore elemento distintivo per il Collio e qui questa cosa si può fare più che in molti altri posti del mondo.

 I migliori assaggi (alla cieca) di Enjoy Collio 2018

 Gli autoctoni

Ribolla

Trovo che la ribolla si esprima ottimamente in uvaggio, in purezza mi impressiona meno. Discorso a parte per Oslavia ovviamente, dove la macerazione apre scenari particolari e unici. Tra gli assaggi migliori: Ascevi Luwa Ribolla Gialla Doc Collio 2017, Primosic –  Ribolla Gialla di Oslavia Riserva Doc Collio 2013 e Ribolla Gialla di Oslavia Riserva 2009.

Friulano

Vitigno che amo tantissimo. Le vecchie vigne regalano bianchi di autentica poesia, tra i più grandi in Italia e non solo; motore indispensabile per Il Collio Bianco al quale dona spessore e prospettiva. Nell’edizione 2018 di Enjoy Collio Experience livelli davvero altissimi per il friulano, ed è davvero un grande piacere. Volendo proprio fare qualche nome tra i 39 campioni assaggiati cito: Borgo Conventi Friulano Doc Collio 2017, Humar Friulano Doc Collio 2017, Castello di Spessa Friulano Doc Collio 2017, La Rajade Friulano Doc Collio 2017, Blazic Friulano Doc Collio 2017, Venica Friulano Ronco delle Cime Doc Collio 2017, Polencic Isidoro Friulano Doc Collio 2017, Fantinel Friulano Doc Collio 2016. Si tratta però di un esercizio di stile perché i campioni, tranne forse solo un paio, erano davvero notevoli.

33941552_10214100593302549_5974476070546571264_nMalvasia

Anche per la malvasia belle notizie, certo 9 vini assaggiati non sono una grande campionatura però quello che ho degustato era davvero notevole, su tutti: Terre del Faet Malvasia Doc Collio 2017, Pascolo Malvasia Doc Collio 2017, Fiegl Malvasia Doc Collio 2017, Casa delle Rose Malvasia Doc Collio 2017.

 Collio Bianco

Fuoriclasse assoluto, che si esprime dopo qualche anno in bottiglia, splendidi gli assaggi di: Collavini Collio Bianco Broy 2016, Skok Collio Bianco Pe-Ar 2016, Fantinel Collio Bianco Frontiere 2015, Gradis’ciutta Collio Bianco Bràtinis 2015, Russiz Superiore Collio Bianco Col Disore 2015, Marco Felluga Collio Bianco Molamatta 2014, Tercic Collio Bianco Planta 2013 e il Collio Bianco vecchie Vigne 2004 di Roncus. Alle porte dell’Olimpo il Collio Bianco Riserva 2009 di Gradis’ciutta.

 Internazionali

 Pinot Bianco

Non capirò mai perché in Collio non si punti di più sul pinot bianco in purezza, si vincerebbe facile. Solo 8 campioni in assaggio tutti di livello assoluto ma se devo fare 3 nomi dico: Casa delle Rose Pinot Bianco Doc Collio 2017, Castello di Spessa Pinot Bianco Santarosa Doc Collio 2017, Venica Pinot Bianco Tàlis Doc Collio 2017. Poi c’è un fuoriquota che si chiama Russiz Superiore Pinot Bianco Riserva Doc Collio 2015, parkerianamente ampiamente oltre i 90 punti.

Chardonnay

Pochi campioni diamine, 6 in tutto e notevoli, indimenticabile Komjanc Alessio Chardonnay Doc Collio 2016.

Sauvignon

I campioni in questo caso erano 23. Risultati controversi: per una batteria ho gridato al miracolo, annata 2017 strepitosa, sauvignon eleganti e misurati, privi di barocchismi, poi sono ritornato sulla terra, comunque parliamo sempre di una qualità complessiva di ottimo livello. Su tutti: Subida di Monte Sauvignon Doc Collio 2017, Pascolo Sauvignon Doc Collio 2017, Komjanc Alessio Sauvignon Doc Collio 2017, Ronchirò Sauvignon Doc Collio 2017, Castello di Spessa Sauvignon Doc Collio 2017, Russiz Superiore Sauvignon Riserva Doc Collio 2013.

Pinot Grigio

Nel Collio si sta puntando molto sul pinot grigio cercando di smarcarsi il più possibile dall’offerta medio bassa che spesso affligge il mercato, l’idea (vincente), nel nuovo disciplinare, è quella di puntare sul Pinot Grigio Superiore DOCG, basse rese e tempi lunghi di affinamento; speriamo la cosa arrivi in porto. Per il momento si cresce pian piano, annata 2017 sicuramente interessante, su tutti: Borgo Conventi Pinot Grigio Doc Collio 2017 e Marco Felluga Pinot Grigio Mongris Doc Collio 2017.

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