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Vignaioli Indipendenti Trevigiani

Vignaioli Indipendenti Trevigiani

Qualcuno ha detto che la catastrofe è ogni giorno in cui non accade nulla, sono d’accordo; pertanto quando capita qualcosa che ti distoglie dal torpore e dalla noia è una giornata felice, un regalo inaspettato in questi tempi plumbei. Così è stato con la degustazione in videoconferenza “Sfumature di verde”. Assaggi inattesi, in alcuni casi sbalorditivi, una vera goduria insomma. Il progetto “Sfumature di verde”, finanziato da Regione Veneto e Fondo Sociale Europeo, gestito da Forcoop Cora Venezia, ha visto coinvolti attivamente per un anno, una ventina di Vignaioli Indipendenti Trevigiani con l’obiettivo di divulgare, da un lato competenze tecniche legate alla sostenibilità della produzione e all’approccio ecologico e dall’altro, attraverso una serie di azioni integrate di comunicazione, la promozione del settore enoturistico, valorizzando un territorio ricco di sfumature come quello trevigiano. Proprio in quest’ottica si è tenuto il webinar condotto da Patrizia Laiola e Giampaolo Giacobbo, al quale ha aderito una delegazione di cinque cantine: Case Paolin, Loredan Gasparini, Moret Vini, Graziano Sanzovo, Bellese Vini. Entriamo nel merito della degustazione partendo dal Pietra Fine Asolo Prosecco Extra Brut di Case Paolin. Siamo a Possagno, le uve arrivano da un Cru nella frazione di Cavaso a circa 500 metri dal Tempio di Antonio Canova. Mirco Paolin, assaggiando la base ritenuta adatta per fare un vino a bassa grammatura di zuccheri, si è trovato di fronte ad un bivio: produrre un Metodo Classico o uno Charmat Lungo? Ha optato per questa seconda ipotesi con l’intento di fare un vino di maggiore complessità che amalgamasse la struttura e la florealità della glera con l’interazione del lievito. Il risultato ottenuto è notevole a conferma della distintività del Prosecco di Asolo con risultati, nelle migliori referenze, assolutamente equiparabili alle bottiglie più riuscite della DOCG Conegliano Valdobbiadene.

38898994_2248183692079276_1808756503830593536_oAttraversiamo il Piave per giungere a Bigolino di Valdobbiadene e assaggiamo il vino di Graziano Sanzovo. Il suo Codolà è un rifermentato in bottiglia con pochissimi zuccheri residui, balsamico e salino, di grande piacevolezza e autenticità.

È il turno di Moret Vini, siamo a San Pietro di Feletto. Marco Moret, vignaiolo dalla personalità vulcanica, spiazza tutti con un particolare Incrocio Manzoni 13.02.25, un rifermentato in bottiglia da uve Incrocio Manzoni 13.02.25 per l’appunto, ovvero Moscato d’Asbrurgo e Raboso Piave. La bottiglia di colore chiaro restituisce un vino con un colore aranciato improbabile, tant’è che prima di aprirla ho temuto davvero per il contenuto, poi invece ti ritrovi a bere un vino si sbarazzino, ma mai banale, che gioca sulle note di mandarino, pompelmo e petalo di rosa, davvero strepitoso, purtroppo solo 400 bottiglie.

136050611_10221611090860294_6873876189579205745_oEd eccoci al raboso frizzante di Bellese Vini, siamo ad Ormelle. Il raboso è il vitigno autoctono per eccellenza del Piave. Il sesto d’impianto è la mitica Bellussera trevigiana che purtroppo a causa di scelte miopi sta scomparendo ed è un vero attentato alla bellezza. Per fortuna alcuni vignaioli virtuosi come Bellesse ne preservano l’esistenza, ed è una ricchezza immensa sia dal punto di vista culturale che paesaggistico.  Il Raboso Bellese, spumantizzato con Metodo Martinotti, è davvero delizioso; fragoline di bosco, amarena, che gioca sul perfetto equilibro tra zuccheri, tannino e acidità, un vino che vorresti trovare ogni giorno a tavola.

E per ultimo ma non meno importante, è proprio il caso di dirlo, si finisce con la leggenda, Il Colli Trevigiani IGT “Venegazzu’ Rosso della Casa” di Loredan Gasparini è etichetta che nasce negli anni Cinquanta ed è un esempio lampante delle enormi potenzialità che il terroir del Montello può rappresentare. Qui nell’annata 2016, è ottenuto da uve cabernet sauvignon, merlot, cabernet franc e malbec, feticcio per coloro che amano i bordolesi italiani e non solo. Note intense di frutti di bosco, cioccolato, tabacco e spezie. Vino profondo e unico, senza tempo, degna conclusione di una giornata sottratta alla catastrofe.

Per informazioni Vignaioli Indipendenti Trevigiani FIVI (https://www.vignaiolitreviso.com/)

La foto del logo e la foto di gruppo sono tratte dalla pagina Facebook dei Vignaioli Indipendenti Trevigiani.

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