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I produttori della Rete

I produttori della Rete

Nell’autunno 2019, parlando con Roberto Felluga e Alessandro Sandrin, rispettivamente proprietario e enologo di Russiz Superiore, azzardavo l’ipotesi che si facesse un gran parlare di Ribolla Gialla come “The next big thing”, per dirla in italiano “La prossima grande cosa” dell’enologia del Friuli Venezia Giulia, ma che Invece ritenevo che fosse il Pinot Bianco il vero outsider, vitigno che proprio nel Collio potesse regalare prospettive inedite, facendo mio il pensiero di uno degli uomini che ha fatto la storia dell’enologia italiana, ovvero Marco Felluga, che da tempo immemore aveva visto nel pinot bianco del Collio potenzialità enormi. Roberto e Alessandro erano d’accordo anche in quel contesto non si esposero più di tanto. Con molta probabilità la rete d’impresa era in fase embrionale e non era ancora il momento di rendere pubblica la cosa. Finalmente, nel mese di giugno 2021, rotti gli indugi, la “Rete d’impresa Pinot Bianco nel Collio” si è presentata ufficialmente a Ruttars nella sede dell’azienda Pascolo.

La rete d’impresa unisce in associazione sette storici produttori del Collio: Castello di Spessa, Livon, Pascolo, Russiz Superiore, Schiopetto, Toros e Venica & venica. La rete d’impresa Pinot Bianco vuole essere un progetto innovativo promosso da cantine che credono fermamente nel in questo vitigno capace di trovare proprio nel Collio una delle sue terre d’elezione.

Collio Pinot Bianco Russiz Superiore 2019

Collio Pinot Bianco Russiz Superiore 2019

Un assaggio – Collio Pinot Bianco Russiz Superiore 2019

Dopo la raccolta, le uve vengono separate dal raspo. Il succo e la polpa subiscono una macerazione a freddo, quindi una pressatura che consente la separazione delle bucce. Il mosto ottenuto viene posto a fermentare in contenitori di acciaio. Il vino riposa per circa sei mesi sui lieviti e poi in bottiglia.

Al naso ritroviamo note intense di mela, burro fuso, fiori bianchi. Al palato entra morbido ed è subito avvolgente, chiudendo con profondità. Da bere oggi, ma da ritrovare tra vent’anni.

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