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Quando hai l’ossessione per il vino e capita di incontrare un produttore che ti fa letteralmente saltare sulla sedia all’assaggio di una sua bottiglia, il godimento arriva ai massimi livelli. Questa volta è successo con Salvatore Tamburello viticoltore in Poggioreale, provincia di Trapani. Il vino in questione è il suo “797 N”, catarratto biologico non filtrato 2019. 797 è la particella catastale su cui insiste il vigneto, N è la sua linea di vini non filtrati, non chiarificati e non stabilizzati. Al di là di ogni eccessiva enfasi, è uno dei vini che consiglierei a tutti quelli che vogliono trovare la Sicilia nel bicchiere. Visto l’incontro folgorante non potevo esimermi dal conoscere meglio Salvatore, per questo motivo gli ho rivolto qualche domanda.

Salvatore Tamburello

Salvatore Tamburello

Salvatore come arrivi al vino, qual è la tua storia?

L’azienda si tramanda da cinque generazioni, io me ne sono sempre occupato con grande passione sin da piccolo, ma ho preso la titolarità nel 2006 dopo la morte di mio padre.

Abbiamo iniziato a vinificare con la vendemmia 2014, prima di allora tutte le uve prodotte venivano vendute ad altre cantine. Avendo constatato che producevamo uve biologiche di altissimo livello qualitativo abbiamo voluto verificare che vini uscissero fuori dalla loro vinificazione.

Soddisfattissimi dei risultati è iniziato così il nostro viaggio nel mondo del vino e siamo sempre più incoraggiati in questa direzione.

Dal 2010 lavori in biologico, i tuoi vini hanno il marchio QS- Qualità Sicura Sicilia, che l’obiettivo di valorizzare i prodotti agroalimentari con un elevato standard qualitativo e di favorirne la diffusione con l’adesione a specifiche norme di produzione. I tuoi vini della linea “N” non sono filtrati, né chiarificati, né stabilizzati, verrebbe facile collocarti nell’alveo dei produttori di vini così detti “naturali”; come ti poni rispetto a questa affermazione e cosa ne pensi del movimento in generale.

La nostra filosofia è portare la vigna in bottiglia… I nostri vini “N” non filtrati, nascono dal fatto che ci siamo resi conto che i vini in vasca, prima delle fasi di chiarifica, stabilizzazione e filtrazione, erano ancora più ricchi di aromi, profumi e altre caratteristiche organolettiche importanti, così abbiamo deciso di voler proporre ai consumatori i nostri vini anche in versione integrale presi dalla vasca ed imbottigliati senza alcun altro processo enologico mantenendo il massimo della naturalezza. Così sono nati i vini della linea “N”.

 35050734_450016772116839_7107589632660865024_nRispetto alla tua domanda, ti dico sinceramente che spero tanto al più presto venga emanato un disciplinare che regolamenti in modo totalmente trasparente ed inequivocabile la produzione dei così detti “Vini Naturali” e che pertanto tutto il processo possa essere così certificato da un ente abilitato.

Troppo spesso vedo vini così detti “naturali” che non presentano nemmeno la certificazione in biologico (per me è il minimo indispensabile) e la cosa è alquanto “torbida…”;  mi chiedo come il consumatore si possa fidare di un vino il cui produttore non intende sottoporsi a verifica di eventuale utilizzo di prodotti chimici in tutte le fasi produttive…???

La Sicilia è indubbiamente terra di vino tra le più interessanti in Italia e non solo, ricca di mille sfaccettature e in grande evoluzione; quali sono secondo te i punti di forza del mondo del vino siciliano e quali invece le linee d’ombra, per le quali è necessario ancora crescere?

la Sicilia lo è sempre stata terra di vino; per fortuna da diversi anni ormai si sta crescendo molto nella giusta direzione, ovvero produrre qualità e non quantità nel pieno e totale rispetto dell’ambiente; il clima, il territorio e le condizioni uniche che si determinano nelle varie zone, ci consentono di esprimere vini davvero unici. Ancora c’è molto da fare ma sicuramente questa è la direzione giusta.

Dobbiamo ritenerci fortunati per essere nati in questa terra di Sicilia.

 

 

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